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I'm worse at what I do best
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Kurt Cobain

Yes, and thanks, for the trouble you took from her eyes
I thought it was there for good, so I never tried.
Leonard Cohen

Ecco la mia storia, in parole semplici. Ti chiedo di non chiedermela più. Te l’ho detta per darti un avvertimento. Io ho subito un danno. Le persone danneggiate sono pericolose. Sanno di poter sopravvivere. Non hanno pietà: sanno che gli altri possono sopravvivere esattamente come loro.
Josephine Hart

Suzanne takes you down to her place near the river
You can hear the boats go by
You can spend the night beside her
And you know that she's half crazy
But that's why you want to be there...
Leonard Cohen

Tutti i greci sanno ciò che è giusto. Ma soltanto gli spartani lo fanno!
Frank Miller

I discorsi, come i silenzi d'altronde, non sono sottomessi al potere o rivolti contro di lui una volta per tutte. Bisogna ammettere un gioco complesso e instabile in cui il discorso può essere contemporaneamente strumento ed effetto di potere, ma anche ostacolo, intoppo, punto di resistenza e inizio di una strategia opposta.
Michel Foucault

La vertigine è qualcosa di diverso dalla paura di cadere. La vertigine è la voce del vuoto sotto di noi che ci attira, che ci alletta, è il desiderio di cadere, dal quale ci difendiamo con paura.
Milan Kundera

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Walt Whitman

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sabato, 18 agosto 2007

R.E.M.'s best videos

Mi diverto a scrivere i titoli in un inglese maccheronico, che ci volete fare?

Così, giusto perché non ho chiuso occhio, e ora è l'alba, ed è tutto molto strano, mi metto qui e compilo una bella lista di quelli che per me sono i migliori video i R.E.M., a mio insindacabile giudizio.



Southern Central Rain (I'm Sorry) (1984)
"Go build yourself another dream, this choice isn't mine"

The One I Love (1987)
"A simple prop to occupy my time"

Orange Crush (1988)
"We are agents of the free"



Losing My Religion (1991)
"I don't know if I can do it"

Shiny Happy People (1991)
"There's no time to cry - happy, happy!"

Drive (1992)
"What if you tried to get off, baby?"

The Sidewinder Sleeps Tonight (1992)
"That way she'll know that it's really, really, really, really me, me"

Everybody Hurts (1992)
"So, hold on"

Man on the Moon (1992)
"Hey Andy, did you hear about this one?"



Find the river (parallel version) (1992)
"We're closer now than light years to go"

Whats the Frequency, Kenneth? (1994)
"You said that irony was the shackles of youth"

Bang And Blame (1994)
"You know it's not my thing"



E-Bow The Letter (1996)
"Will you show me something that nobody else has seen?"

Elecrolite (1996)
"Twentieth century go and sleep"

Lotus (1998)
"Wash away my ugly sins"


Non ci sentiremo per un po', cari, mi aspetta una settimana di isolamento e full-immersion.
Bentornato a chi rientra, Buone vacanze a chi parte in questi giorni, Ora E Sempre Resistenza! a chi non va da nessuna parte.
Come dicevo un tempo (copiando):

bacini & rock'n'roll
postato da: laspostata alle ore 18/08/2007 07:41 | link | commenti (5)
categorie: visioni, ascolti
giovedì, 09 agosto 2007

cattivi

sarah_clarke_nina_myers

Quando a scuola si studiava le mosse crudeli degli Imperatori Romani (e seguenti), io sotto sotto pensavo: "Beh, ma perché crudele? S'è comportato nella maniera più logica; in quella situazione, e al posto suo, non c'era mica molto altro da fare".

Quindi non c'è da stupirsi se mi trovo a parteggiare per Nina Myers.
E' anche bella; strana. Inoltre era da un po' che non vedevo sgozzare uno con un biglietto da visita: son cose che io apprezzo molto, sì sì.


(c'è anche da dire che empatizzo con la sua deprecabile acconciatura)
postato da: laspostata alle ore 09/08/2007 11:18 | link | commenti (2)
categorie: visioni
sabato, 30 giugno 2007

transformers?

Ero lì, ieri pomeriggio. Cinema giusto - un po' defilato, orario giusto - primo pomeriggio, sala giusta - enorme e semi vuota, posti perfetti - al solito, terzafilacentrale, da pronunciare tutto attaccato.

Molto contenta ed entusiasta di essere lì, ieri pomeriggio.
Mi aspettavo i robottoni che si trasformano.
Mi aspettavo le trasformazioni che ti fanno dire OOOOH UAO, le macchine grandi, gli aerei potenti, le armi che fanno KA-BOOOOM, alieni robotici schierati l'un contro l'altro armati, guerra, paura, fine del mondo, tragedia, morte, sangue, il minimo sindacale di figa, climax vertiginoso e risoluzione catartica.

Ma manco questo.
Voglio dire, MANCO QUESTO.

(un po' di spoiler, ma pochissimi giuro)

Allora, dov'è, quand'è che siamo? 2007. Duemilasette senza alcun dubbio. C'è internet, c'è e-bay, ci sono le truppe statunitensi in Afghanistan, ci sono i messicani che fanno la parte dei disadattati non-assimilati (non-assimilabili?) culturalmente mentre i neri fanno le parti fighe da comandanti (ma anche checcosissimi e obesi geek). Siamo inequivocabilmente nel 2007.
Ci sono state alcune cose, tra gli anni Ottanta e il 2007, che sono per noi normali ma della cui importanza a  volte ci scordiamo. E non parlo dei Nirvana, e nemmeno dell'attacco alle torri gemelle. Parlo di Matrix.

matrix

Ma vi ricordate che flash, Matrix? Non che introducesse chissà che cosa di nuovo, per chi masticava fantascienza; ma te lo mostrava al cinema, introducendo, o meglio rendendo universale e quasi-banale quel linguaggio.
Ci sono state anche altre cose, dagli anni Ottanta al 2007, che vorrei ricordare qui: Ghost in the Shell e Neon Genesis Evangelion (c'è un altro sito che vorrei linkare, ma ora non funziona, per adesso accontentatevi di Wikipedia).
Ok, penso che avrete già capito dove voglio andare a parare.
Io NON POSSO vedere, nel 2007, un robot alieno che per collegarsi alla rete deve smanettare sulla tastiera di un computer. Non posso, capite? Non è concepibile che per mostrarmi "ci stanno rubando i dati", mi si venga mostrata una sequenza "veloce" di schede e fotografie, come quando negli horror la gente va in biblioteca a cercare vecchie notizie di omicidi e disgrazie e scorre i microfilm delle annate dei quotidiani locali, in quegli strani monitor rialzati.
Già basterebbe questo.

Combattono; ma non vedo le armi, non le sento, non muore nessuno, non si fa mai male nessuno.
Si trasformano; ma non riesco a emozionarmi, si trasformano male, vengono presentati male (troppo tardi, innanzitutto) e in seguito distinti male. Non c'è timor sacro, non c'è alienità, non c'è pericolo mortale in questi robot. E' tutto come un cartone animato che idolatravi da bambino, e poi lo rivedi a vent'anni e ti tocca ammettere che tua madre aveva ragione quando diceva che era stupido. Cavolo, è DAVVERO stupido.
Edulcorato e anestetizzato.

Non si tratta di un film sui robottoni, come ce lo si poteva immaginare - epico, quanto meno. Si tratta di una commedia. E la commedia, almeno un po', funziona. Funziona un po' per il one man show di Shea LeBouf, che nel giro di un anno da promessa è diventato conferma. Funziona per una serie di battute spettacolari pronunciate da personaggi insospettabili.  Funziona dalla seconda parte del primo tempo, quando finalmente entrano in scena i robot, fino alla prima parte del secondo tempo, prima che i nostri amati protagonisti inizino inspiegabilmente a muoversi come giocatori della NBA, e a combattere diventando indistinguibili tra loro e insomma si smetta di capire cosa accade e perché, si smetta soprattutto di aver voglia di capirlo.

Avete presente le regole dei cartoni animati, e in particolare quella micidiale che concerne i combattimenti tra robot?
Ecco. Sì, quella. Giuro, accade quello.
Lo so che me la smerceranno come affinità elettiva col cartone animato. Ma non è vero! Non parte così e non è così se non nei difetti. E' semplicemente incapacità di costruire una trama - semplice, semplicissima, anzi già ovvia - a sostenere e dare ritmo a una serie di fragorose cose di robot. E dire che non gli chiedevamo altro.
E se non sono capaci di fare nemmeno questo, inizio ad avere dei dubbi molto forti. Voglio dire, finché mi scandalizzo per pessimi adattamenti (venduti come tali, ostentando la fedeltà all'originale) di comics anglo-americani, ci può stare. Finché mi scandalizzo per pessimi film horror, ci può stare due volte, anzi cento. Ma riuscire a scandalizzarmi per un blockbuster, da cui mi aspettavo SOLO boati e luccichii indistinti?
Sto sbagliando io? Sono diventata troppo critica, a furia di accompagnarmi ai cinemari?
Oppure s'è davvero persa la capacità di girare un qualsiasi prodotto cinematografico di intrattenimento senza produrre una boiata inguardabile?
(si apre il dibattito)
(ma anche no, eh)
postato da: laspostata alle ore 30/06/2007 11:59 | link | commenti (11)
categorie: visioni
lunedì, 18 giugno 2007

il concerto di woven hand, part II

Venerdì sera arrivo al Transilvania da sola. Federico mi ha telefonato alle 20 per dirmi che avrebbe fatto un po' tardi rispetto al nostro appuntamento: "Anche io", rispondo, "in effetti sarò lì tra almeno 10 minuti". "Ehm no vedi io sono tipo a Vercelli". Uomini.
Il Transilvania è squallidamente vuoto. Non fosse per la presenza dell'autobus-della-band piazzato lì davanti, giurerei di aver sbagliato data. Mi viene incontro un grazioso pitbull con una bottiglietta d'acqua vuota in bocca: vorrà mica giocare? mi chiedo mentre senza fissarlo negli occhi indietreggio come se nulla fosse, constatando l'assoluta assenza di sbarre di ferro da, eventualmente, piantargli dentro il cranio in caso volesse attaccarmi.
Ma il cane non mi caga manco di striscio. Nemmeno i proprietari del locale, del resto. I due fan sopraggiunti nel frattempo decidono di andare a cibarsi dal bar dei cinesi non al primo al secondo semaforo a sinistra, io cerco invano un supermercato godendomi l'innata bellezza del quartiere San Siro, e preparandomi psicologicamente, date le premesse, a un concerto molto intimo, per meglio dire desolato.

Il mio accompagnatore ufficiale arriva tanto tardi che sono sul punto di fidanzarmi con uno degli spettatori lì riuniti.
Quest'allampanato poeta torinese l'ho conosciuto l'anno scorso sul f.d.c., nome "affettuoso" che gli utenti danno al forum del Mucchio - beh, affettuoso ma purtroppo veritiero, infatti mi ha stancato dopo pochi mesi. Ma lì ho avuto modo di conoscere alcune belle persone e molti interessanti artisti.

Tra questi ultimi, Woven Hand.
Questo è il nome del progetto da solista di David Eugene Edwards, già cantante e leader dei 16 Horsepower; gruppo meraviglioso per altro, che dall'alto della mia crassa ignoranza in campo musicale mi arrischio a definire alt.country.
(però se fate una ricerca google la prima cosa che trovate è "16 horsepower = 11.931,1979 watts", son cose)
La musica di Woven Hand è toccante e profonda. Cupa, penso la si possa definire, ma una cupezza delicata. E' sicuramente un'artista capace di coinvolgere, incantare, commuovere.
Mi aspettavo un concerto estremamente soft, del genere "emozione & noia".

Quando è salito sul palco, è stata immediatamente chiara una cosa: niente inutili menate. Due chitarre, basso, batteria e tastiera, niente violini arpe e cose del genere. David ha rivolto la parola al pubblico ben poche volte: era troppo concentrato, troppo immerso. Inizava le canzoni rallentandole fino all'angoscia, tramutandole quasi in spoken, per poi lasciare che la musica esplodesse attorno; altre erano rese concitate, isteriche. Vestito di nero, scarpe bianche di vernice, si muoveva a volte sinuoso a volte frenetico; alzava gli occhi al cielo, ruotava sul seggiolino da pianoforte, sostituiva la chitarra elettrica con un banjo e poi si fermava all'improvviso a ululare nel microfono strofe tramutate in sconosciute litanie magiche.

woven_hand_live_milan
(foto di 13 horsepower)


Ho passato tutto il concerto con gli occhi sbarrati, pressoché immobile. Non riuscivo a danzare, saltare, cantare, insomma le cose che si fanno normalmente durante i concerti: sentivo solo l'emozione crescere, crescere, e pensavo che un flusso così intenso di carisma rock e ieraticità l'avevo provato ben poche volte - anzi qui rischiava di spodestare l'epocale concerto di Nick Cave.
L'emozione è cresciuta al punto che, quando il santo è rientrato per il bis, sono scoppiata a piangere come una scema. Nervosismo, isteria, quello che volete, ma proprio non so in che altro modo avrei potuto sfogare quell'energia.

Nonostante la pessima qualità audio, questo video (probabilmente registrato dalla tipa accanto a me, coi ferri che le uscivano dal naso) può dare un'idea...

Devo ancora riprendermi.
postato da: laspostata alle ore 18/06/2007 21:25 | link | commenti (2)
categorie: visioni, ascolti
domenica, 10 giugno 2007

Ce que je suis

Holden - Ce que je suis

j'ai bien le droit
j'ai bien le droit aussi
de faillir, défaillir
jusqu'à mesurer le prix
mais qu'est ce qu'il m'arrive
je ris aux larmes
je larmorie
mais qu'est ce qu'il m'arrive
je dors au bord de mon lit

oh comme je regrette
je ne suis pas ce que je suis
les murs ont des oreilles
les murs me parlent trop
oh comme je déteste
je ne suis pas ce que je suis
la lune qui me surveille
la lune est dans mon dos

j'ai bien le droit aussi
de railler, dérailler
épuiser toutes mes envies
mais qu'est ce qu'il m'arrive
j'oublie, je bois,
je bois l'oubli
mais qu'est ce qu'il m'arrive
je dors au bord de mon lit

oh comme je regrette
je ne suis pas ce que je suis
les murs ont des oreilles
les murs me parlent trop

j'ai bien le droit aussi
de conduire, d'éconduire
les hommes au bout de la nuit

oh comme je regrette
je ne suis pas ce que je suis
les murs ont des oreilles
les murs me parlent trop
oh comme je déteste
je ne suis pas ce que je suis
la lune qui me surveille
la lune est dans mon dos
postato da: laspostata alle ore 10/06/2007 17:32 | link | commenti
categorie: visioni, ascolti
martedì, 27 marzo 2007

the trouble with comics

Stanotte, nonostante tre calmanti un attacco di cervicale e un occhio ballerino, ho riflettuto e capito qual è il vero problema.
Non sono i pessimi adattamenti cinematografici di capolavori del fumetto. Non sono nemmeno le persone che ritengo intelligenti e amanti del cinema che, inaspettatamente, magari anche conoscendo il fumetto, non si rendono conto di quanto sono  - eticamente ed esteticamente - pessimi tali adattamenti. Non e' nemmeno questione di un'esagerata adorazione, da parte mia, verso questi fumetti.

E' che sono una ragazza. Io i fumetti non dovrei manco leggerli!

Le ragazze leggono solo
  • Corto Maltese
  • Dylan Dog (e in misura minore altri eroi sensibili e complessi di casa Bonelli, da Ken Parker - per le intenditrici - a Magico Vento, Dampyr, Demian e altri tipi cosi')
  • Sandman e derivati
  • manga: sentimentali, comici, fantasy, anche sportivi ma solo se firmati da Mitsuru Adachi
  • fumetti con protagoniste/tematiche femminili: Strangers in Paradise, Love and Rockets, Julia, SprayLiz...
  • graphic novels a carattere (auto)biografico: Blankets, Persepolis...
  • strisce con protagonisti infantili.
Le intellettuali leggono Bilal e le alternative Pazienza, anzi: Paz.

Quindi la colpa delle mie lacrime di rabbia per "V per Vendetta", dei calci alle poltroncine e ai pali della luce, delle escandescenze per strada e del riprendere a fumare il giorno stesso, non e' di chi non ha capito una beata funcia dei significati originari dell'opera e dell'abominio di celluloide che pretende di derivarne. La colpa e' mia, tipo peccato originale.

Questo blog esiste da ottobre, e uno dei primi optional implementati e' stato il tapis roulant di citazioni
qui a sinistra. Sono tutte frasi importanti. La prima che ho inserito e' stata quella di Josephine Hart, l'ultima quella di Walt Whitman. Nel mezzo c'è il Frank Miller di 300. Ma non con "This is Sparta".

Frank Miller io l'ho letto per la prima volta al Liceo, perché avevo una compagna di classe che, eccezione sull'eccezione, leggeva gli albi dei supereroi. Che cretinata. Superman all'epoca era tipo morto. Belli i disegni, pero', non me li immaginavo cosi'. Toh questo devi leggerlo pero', "Il ritorno del cavaliere oscuro", parla di Batman. Mmh, Batman ancora ancora, ok.
Che botta.
Ma il mio Miller preferito non e' né quello né l'autore di Sin City; il mio Miller preferito e' quello di Devil. Daredevil e' un supereroe con un sacco di problemi. Mi piace la gente che ha un sacco di problemi. Ma non e' il caso di parlare di Devil, ora.

Parliamo di 300.
Aaaaaaaaaaarrrrrgh! (bucknasty di HatingLine) e
300:la fica è stata un bel periodo, però adesso guardiamo avanti. (Violetta Bellocchio)
direi che possono bastare.
That's all, folks.
postato da: laspostata alle ore 27/03/2007 11:57 | link | commenti (17)
categorie: visioni, letture
sabato, 24 marzo 2007

hoodoo on ice

Quando scendo a trovare i miei genitori, so che, con loro e la gatta, ad aspettarmi ci sono tre oggetti di potere:

1) l'ENORME specchio. Qui in bagno c'e' uno specchio - ora lo misuro - 95x113 cm, munito di numero 2 (due) faretti ad alto potenziale invasivo. Non c'è comedone, doppia punta, capillare o superfluo sopracciglio che sfugga alla gogna. E' un artefatto hoodoo che pretende riti di adorazione e purificazione (dermatologica) lunghi ore.

2) la bilancia con la moquette. Tipo questa:
bliancia_con_la_moquette

Quell'affare e' vecchio quanto questa casa e forse anche di piu'. E' tanto analogica che prima di pesarti devi calibrarla o come si dice. Il fatto che il responso possa essere impreciso mi porta a calcolare il mio fardello come media statistica di tre pesate (rituale di espiazione). Comunque ha DAVVERO la moquette.

3) la televisione.

Nessuno dei tre oggetti e' presente nel mio nido d'amore, quindi l'attrazione che esercitano su di me in questi fine settimana genovesi e' potenzialmente fatale, anche se mi accorgo che inizia pian piano a diminuire. Oggi pomeriggio, per esempio, pensavo di attaccarmi alla tivvu' e di non riuscire piu' a riprendere il lavoro. Invece l'offerta era tanto scarsa che mi sono limitata a guardare il pattinaggio su ghiaccio.

Il pattinaggio su ghiaccio e' uno di quegli sport di cui nessuno capisce una fava. Dai, ammettiamolo, se non ci fosse il commento non capiremmo mai da soli se uno e' bravo o no, se ha completato o meno una figura - a parte quando cade - e soprattutto che diavolo di figura fosse. Se avessimo una campioncina di pattinaggio su ghiaccio impareremmo anche noi a commentare baldanzosi, come facevo io durante lo Slalom Gigante: "si piega troppo sugli sci", "guarda quant'e' legnoso", "no no non ce la fa mica questo qui" (le mie top three). Oggi invece era tutto un fiorire di flip, lutz e axel, cioe' in pratica dei salti piroettati.
Pero' l'ho guardata lo stesso perche' in primo luogo stavo *facendo merenda*, e in secondo luogo perche' son cose belle da vedere, in terzo luogo perche' mi ricordano Hilary.
Quando ho iniziato a guardare, stava concludendo una coreana che a quanto pare era caduta un paio di volte. Se n'e' uscita abbastanza mogia, ma io stavo finendo la torta quindi non ero molto attenta. Ho sentito, si', una vaga tristezza, ma ho preferito ignorarla. Dopo di lei e' entrata una bambina giapponese che ha fatto una gara tutta liscia e piena di salti. Una meraviglia. Quando s'e' fermata, la tensione e la gioia erano tanto intense che e' scoppiata a piangere.

E io con lei, maledizione. Cosi' mi sono ricordata il vero motivo per cui vedo queste gare: perche' sono delle tragedie. Vite dedicate a un'ambizione, a un sogno di perfezione assoluta, condotte nel sacrificio e nella dedizione piu' sconvolgente, che vengono giocate in una manciata di minuti, sotto i riflettori e davanti alla folla. Esistenze che si mettono al palio, gara dopo gara. Vengo sopraffatta dall'angoscia e dalla folle bellezza di questi momenti.

Stasera questo non avrei saputo come, a chi e perche' raccontarlo, quindi sono venuta qui. Ma ora esco di corsa altrimenti chiudono i supermercati. Mi rimarra' la torta sullo stomaco, porca paletta.
postato da: laspostata alle ore 24/03/2007 19:10 | link | commenti (3)
categorie: visioni, deliri
domenica, 18 marzo 2007

mi servirebbe una guida per riconoscere i loro santi

Premessa 1: fate come volete, ma io normalmente non leggo le recensioni di film che devo ancora vedere. C'e' da dire che non scrivero' una vera recensione, pero' uomo avvisato eccetera.
Premessa 2: non ho letto l'opinione di alcun altro blogghettaro su questo film (tra l'altro blogbabel mi e' ostile), quindi vado a ruota basandomi su sensazione & ignoranza e come al solito faro' una bruttissima figura.

Spinta dall'hype ho trascinato la mia dolce meta' a vedere questa pellicola.
Il fatto che io sia ancora viva per poterne parlare, e' prova del nostro grande amore.

No, per dire, carino. Indubbiamente carino. C'e' Robert Downey Junior che a me e' sempre piaciuto e ora sembra realmente sofferente di un brutto male il che lo avvicina a un altro mio grande amore che e' Michael Stipe e tutto torna. Inoltre avete notato che rimonta? A Scanner Darkly, A Guide etc., Zodiac di Fincher (ZODIAC DI FINCHER) e l'anno prossimo Iron Man, cioe' fa Tony Stark, quello che è multimiliardario e fa gli affari con l'esercito e le multinazionali dell'hi-tech per costruire l'invincibile armatura di Iron Man, macchevelodicoaffare.
Ma tornando a noi. Ci sono alcuni motivi - slegati tra loro - per cui questo e' un film carino: alcuni attori; alcune scene; una colonna sonora meravigliosa; il fatto che il fratello scemo di Antonio assomiglia sputato a un mio amico, pero' magari non diteglielo; Antonio.
Basta.
Perche' tutto il resto del film, la storia intendo, non e' che a parer mio regga molto. C'e' un conflitto padre-figlio assolutamente non conflittuale, che da' luogo a una rottura inspiegabile e comunque sanabilissima. C'e' un abbandono, un vero e proprio abbandono di tutti e tutto da parte del protagonista del film (niente paura, e' cio' che dice lui stesso a due minuti dall'inizio) che pare alquanto arbitrario: per tre quarti del film attendi che ti vengano spiegate le sue azioni con qualcosa di piu' del "Eh, capita, la vita l'e' dura" sui cui matura la storia.

Ma soprattutto, e' sempre un bel vedere e siamo contenti tutti, ok, ma una ragazzina dominicana già sfatta all'inizio dell'adolescenza, da grande NON DIVENTA cosi':

Rosario_Dawson

Piacerebbe a tutti, ma non funziona cosi'.

E poi, e' furbetto, sapete no? Con tutte le scene dei protagonisti che si girano verso la telecamera e ti dicono delle cose, o i dialoghi sfasati come per mischiare il ricordo del passato al presente, e personaggi a-do-ra-bi-li come Frank, il dogsitter gay (che ce ne sarebbe da dire, ma tralasciamo).
E manco si scopa.
Imperdonabile.

Insomma, e' carino e a me non e' dispiaciuto affatto vederlo. Se vi piace lo stile Sundance, lo adorerete. Ma anche se passate di li' e qualcuno dice "Andiamo al cinema?", va bene uguale. Pero' ecco, non ne farei questo evento cinematografico.
Per questo aspettiamo Zodiac.
postato da: laspostata alle ore 18/03/2007 15:24 | link | commenti (2)
categorie: visioni
lunedì, 12 marzo 2007

recensioni interruptae

Per oggi avevo intenzione di scrivere di cinema.
Perche' io vedo un sacco di film e poi mi dimentico di parlarne, perche' e' ormai tanto ovvio che vedo tanti film che non sembra una cosa di cui parlare.
Quindi volevo parlare di "Diario di uno scandalo", che e' una storia alla Ibsen che se ti piace il genere ti entusiasma (perfezione delle attrici, morbosita' contenuta, borghesia ovunque, adolescenti illetterati e gatti moribondi), ma che secondo me avrebbe reso di gran lunga meglio in una dimensione teatrale (insomma, dopo un po' due palle); volevo parlare de "L'ultimo re di Scozia", con Whitaker che si e' meritato l'Oscar (accade raramente), il medico bianco che sembra Muccino finalmente operato al palato - personaggio disgustoso e quindi perfetto - e tutta una serie di cose impossibili tipo la terza moglie di un dittatore ugandese negli anni Settanta che si comporta come Britney Spears, ma finalmente un film ambientato in Africa che non vuole essere un film SULL'Africa e quindi davvero godibile, non retorico, ottimo ritmo e buona regia; volevo parlare di "Hannibal Lecter - Le origini del male", che non ci credi da quanto e' brutto, non ci credi che Harris abbia svilito a questo punto la sua stessa creatura, banalizzandola e rendendola vieppiu' ridicola; infine volevo parlare di "Borat - Studio culturale sull'America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan", che fa molto ridere ed e' pieno di scene sgradevolissime e di battute-culto che imparero' a memoria, un film che solo i  vecchi e lobotomizzati possono considerare "offensivo" (ma in realta' la sala era PIENA di vecchi, il mondo sta cambiando).

Avrei voluto parlare diffusamente di tutto questo, ma un terrificante attacco di CERVICALE mi impedisce di farlo, e di fare piu' o meno tutto il resto.
Sara' per la prossima volta.
Capita.
postato da: laspostata alle ore 12/03/2007 14:10 | link | commenti (4)
categorie: visioni
lunedì, 19 febbraio 2007

IMHO devi morire

Non c'è molto da dire a proposito di INLAND EMPIRE, se non che è un'ignominiosa cazzata e che prego che registri il peggior insuccesso nelle sale di tutto il mondo.
Gia' avevo letto le piu' cattive recensioni, avevo letto gli estimatori di Lynch non riuscire a difendere questo film nemmeno sotto pena di morte, avevo letto commenti come "effetto PROVIAMO LA TELECAMERINA NUOVA", avevo letto questo bellissimo post di Violetta Bellocchio, ma purtroppo non sono riuscita a convincere i miei amici a non entrare in quella sala maledetta.
Fin da subito ho capito a cosa, piu' di tutto, assomiglia quest'accozzaglia di primissimi piani e sceneamuzzo:
alla parodia di Blair Witch Project di Paola Cortellesi.
Eoni fa, direttamente da YouTube, qui e qui.

Questo film puo' essere apprezzato solo da due categorie di spettatori:
a) i cinemari incalliti che sanno tutto e colgono le citazioni ed elucubrano, perche' loro sono sicura che troveranno qualcosa da capire in INLAND EMPIRE
b) gli stupidi senza scampo, quelli proprio tanardi forte, che non riescono a seguire manco la trama della telenovela, quelli che tanto sono abituati a non capire nulla di quanto li circonda e quindi si godranno la visione di INLAND EMPIRE come qualsiasi altra.

All'uscita dal cinema, il mio gruppo era ammutolito. Dopo qualche secondo, ho rotto il silenzio con una rotonda bestemmia e una serissima minaccia di morte al cinemaro che aveva osato dire "Non vedo l'ora di vederlo".
L'unico ad aver apprezzato lo spettacolo e' stato il tossicomane del gruppo, che ha spiegato "Cioe', questo non e' un film, capisci, e' un'esperienza, cioe' ti devi lasciare andare".
Che io ci avevo anche provato, a lasciarmi andare, ma la colonna sonora continuava a svegliarmi.
postato da: laspostata alle ore 19/02/2007 14:30 | link | commenti (13)
categorie: visioni