Ero lì, ieri pomeriggio. Cinema giusto - un po' defilato, orario giusto - primo pomeriggio, sala giusta - enorme e semi vuota, posti perfetti - al solito, terzafilacentrale, da pronunciare tutto attaccato.
Molto contenta ed entusiasta di essere lì, ieri pomeriggio.
Mi aspettavo i robottoni che si trasformano.
Mi aspettavo le trasformazioni che ti fanno dire OOOOH UAO, le macchine grandi, gli aerei potenti, le armi che fanno KA-BOOOOM, alieni robotici schierati l'un contro l'altro armati, guerra, paura, fine del mondo, tragedia, morte, sangue, il minimo sindacale di figa, climax vertiginoso e risoluzione catartica.
Ma manco questo.
Voglio dire,
MANCO QUESTO.
(un po' di spoiler, ma pochissimi giuro)
Allora, dov'è, quand'è che siamo? 2007. Duemilasette senza alcun dubbio. C'è internet, c'è e-bay, ci sono le truppe statunitensi in Afghanistan, ci sono i messicani che fanno la parte dei disadattati non-assimilati (non-assimilabili?) culturalmente mentre i neri fanno le parti fighe da comandanti (ma anche checcosissimi e obesi geek). Siamo inequivocabilmente nel 2007.
Ci sono state alcune cose, tra gli anni Ottanta e il 2007, che sono per noi normali ma della cui importanza a volte ci scordiamo. E non parlo dei Nirvana, e nemmeno dell'attacco alle torri gemelle. Parlo di Matrix.
Ma vi ricordate che flash, Matrix? Non che introducesse chissà che cosa di nuovo, per chi masticava fantascienza; ma te lo mostrava al cinema, introducendo, o meglio rendendo universale e quasi-banale quel linguaggio.
Ci sono state anche altre cose, dagli anni Ottanta al 2007, che vorrei ricordare qui:
Ghost in the Shell e
Neon Genesis Evangelion (c'è un altro sito che vorrei linkare, ma ora non funziona, per adesso accontentatevi di Wikipedia).
Ok, penso che avrete già capito dove voglio andare a parare.
Io NON POSSO vedere, nel 2007, un robot alieno che per collegarsi alla rete deve smanettare sulla tastiera di un computer. Non posso, capite? Non è concepibile che per mostrarmi "ci stanno rubando i dati", mi si venga mostrata una sequenza "veloce" di schede e fotografie, come quando negli horror la gente va in biblioteca a cercare vecchie notizie di omicidi e disgrazie e scorre i microfilm delle annate dei quotidiani locali, in quegli strani monitor rialzati.
Già basterebbe questo.
Combattono; ma non vedo le armi, non le sento, non muore nessuno, non si fa mai male nessuno.
Si trasformano; ma non riesco a emozionarmi, si trasformano male, vengono presentati male (troppo tardi, innanzitutto) e in seguito distinti male. Non c'è timor sacro, non c'è alienità, non c'è pericolo mortale in questi robot. E' tutto come un cartone animato che idolatravi da bambino, e poi lo rivedi a vent'anni e ti tocca ammettere che tua madre aveva ragione quando diceva che era stupido. Cavolo, è DAVVERO stupido.
Edulcorato e anestetizzato.
Non si tratta di un film sui robottoni, come ce lo si poteva immaginare - epico, quanto meno. Si tratta di una commedia. E la commedia, almeno un po', funziona. Funziona un po' per il
one man show di
Shea LeBouf, che nel giro di un anno da promessa è diventato conferma. Funziona per una serie di battute spettacolari pronunciate da personaggi insospettabili. Funziona dalla seconda parte del primo tempo, quando finalmente entrano in scena i robot, fino alla prima parte del secondo tempo, prima che i nostri amati protagonisti inizino inspiegabilmente a muoversi come giocatori della NBA, e a combattere diventando indistinguibili tra loro e insomma si smetta di capire cosa accade e perché, si smetta soprattutto di aver voglia di capirlo.
Avete presente le regole dei cartoni animati, e in particolare quella micidiale che concerne i combattimenti tra robot?
Ecco. Sì, quella. Giuro, accade quello.
Lo so che me la smerceranno come affinità elettiva col cartone animato. Ma non è vero! Non parte così e non è così se non nei difetti. E' semplicemente incapacità di costruire una trama - semplice, semplicissima, anzi già ovvia - a sostenere e dare ritmo a una serie di fragorose cose di robot. E dire che non gli chiedevamo altro.
E se non sono capaci di fare nemmeno questo, inizio ad avere dei dubbi molto forti. Voglio dire, finché mi scandalizzo per pessimi adattamenti (venduti come tali, ostentando la fedeltà all'originale) di comics anglo-americani, ci può stare. Finché mi scandalizzo per pessimi film horror, ci può stare due volte, anzi cento. Ma riuscire a scandalizzarmi per un blockbuster, da cui mi aspettavo SOLO boati e luccichii indistinti?
Sto sbagliando io? Sono diventata troppo critica, a furia di accompagnarmi ai cinemari?
Oppure s'è davvero persa la capacità di girare un qualsiasi prodotto cinematografico di intrattenimento senza produrre una boiata inguardabile?
(si apre il dibattito)
(ma anche no, eh)