Come si può intuire sono di nuovo in regime di astinenza da internet, e questa volta senza nessun buon proposito alle spalle, ma solo per l'assenza (momentanea, si spera) di un collegamento nella casa nuova.
Questo quindi è solo un breve post di aggiornamento e richiesta di consigli.
Aggiornamento: gli scarafaggi. Li ricordate? Quelle bestiole che saranno le uniche a sopravvivere a un attacco nucleare ed erediteranno la Terra, quelli che per ora hanno ereditato la nostra cucina. Pur sapendo che non è possibile ucciderli, abbiamo deciso di spaventarli, o almeno indispettirli. La strategia è stata duplice: prima una pulizia della cucina con agenti chimici di un livello appena inferiore a quello delle armi batteriologiche, poi la somministrazione di un veleno di un livello probabilmente superiore a quello delle armi batteriologiche.
La pulizia della cucina è stata un inferno. Ogni anno si aggiunge al mio curriculum di grandi pulizie un luogo più immondo, e spero davvero che questo sia l'apice della mia carriera. Certo, ho pulito anche luoghi abbandonati da vent'anni, ma, ecco, non nella prospettiva di abitarci dentro davvero. Ieri sera, quando ho aperto il frigorifero e da lì è uscito uno scarafaggio, ho capito che non si poteva rimandare oltre.
Abbiamo finito all'una di notte, intossicati dagli sgrassatori e dagli insetticidi, dopo essere sopravvissuti ad attacchi fobici (miei), temporali, esaurimento psicofisico, e soprattutto giochi di equilibrismo ("secondo te come si può arrivare a pulire fino lì?") che, in caso avessero avuto un esito infausto, avrebbero di diritto candidato il mio coraggioso coinquilino a vincitore dei
Darwin Awards 2007.
Ora come ora la cucina è in quarantena per alcuni giorni, dato che l'insetticida parsimoniosamente distribuito è realmente molto tossico. Tutte (tutte) le stoviglie e tutto il cibo sono ammucchiati nella sala, il che dà un colpo d'occhio che farebbe svenire di gioia il ghiottone teledipendente (soprattutto per il mio mucchietto, composto quasi esclusivamente, come potete immaginare, da dolci).
La prossima settimana sarà il turno del bagno. Stay in tune.
E ora veniamo ai consigli, perché prima o poi questo purgatorio finirà e io riprenderò a fare le cose di sempre, tipo leggere, uscire, andare al cinema, girare per locali, ascoltare la musica del diavolo, scommettere sui cavalli, drogarmi, ubriacarmi e ogni notte svenire nel mio vomito.
Ma per ora fermiamoci al "leggere".
Sì perché a parte l'e-book de "I ragazzi di Anansi" di
Neil Gaiman (molto carino, divertente, quasi a livello di "American Gods" - anche perché sembra uno spin-off di quest'ultimo - e sicuramente migliore dei suoi più recenti lavori, fumetti compresi. sono molto benevola nei confronti di Gaiman, anche nei suoi momenti peggiori riconosco sempre un guizzo di genialità, ma sto ancora aspettando che si riprenda dal post-Sandman e scriva un altro capolavoro, seriamente però) sono mesi e mesi che non leggo narrativa. Quindi mi sto facendo una breve lista di titoli con cui recuperare.
Il primo ce l'ho già, nel senso che l'ho comprato preventivamente, spinta da
questo post di Lorenzo: "Solomon Gursky è stato qui" di Mordecai Richler, del quale premetto che non ho mai letto nient'altro (buuuu).
Per i due immediatamente successivi si tratta di riletture obbligate: "Il grande Gatsby" di F.S. Fitzgerald e "Il giovane Holden" di J.D. Salinger, perché a
lei piacciono tantissimo e di queste cose se ne intende sicuramente più di me, quindi sono portata a pensare di avere torto io.
Poi, "Infinite Jest" di D.F. Wallace, perché dal giorno in cui arrivandoci da
qui ne ho letto
la trama su Wikipedia mi sono vergognata immensamente di non conoscerlo e mi sono ripromessa di rimediare al più presto.
Insomma, come avete capito sono tutti "libri da blog". Quindi se volete contribuire e lasciare il vostro consiglio (uno, ingordi!), mi farà molto piacere e prometto di seguirlo.
Ora torno nel limbo degli scollegati - addio, e che il mio ricordo rimanga vivo nei vostri cuori.