Perche' se dovessi rispondere con un commento ai commenti di ieri, ne verrebbe fuori un commento lungo un post, quindi meglio scrivere direttamente un post.
(a ben pensarci potrei cambiare il sottotitolo del mio blog, tanto vituperato in queste ore, con una verbosa stronza, che magari rende pure meglio)
Prima i lati positivi.
Lato positivo 1: questa storia ha ostacolato il mio progetto di annichilimento progressivo molto meglio di quanto avrebbe potuto fare una chiamata al TelefonoAmico. Sara' stata la preoccupazione, o semplicemente la curiosita', saranno state le mail, insomma stanotte ho dormito poco e stamattina ho fatto un sacco di cose che non credevo assolutamente di riuscire a fare: prepararmi la colazione, riempire e avviare la lavatrice (un giorno vi parlero' dei miei problemi con le lavatrici), stendere, addirittura sono uscita a fare molte delle commissioni in lista.
(si' perche' la persona che oggi non c'e' mi ha lasciato una lunga lista di cose da fare intese a farmi "muovere", contando che il mio epocale senso di colpa mi avrebbe costretto a portarle a termine)
Lato positivo 2: quanto mi ha scaldato il cuore, fino alla commozione, il commento di Lorenzo! Quanto mi hanno fatto bene le parole di Elena (ma sei l'Elena dei coriandoli di Elena??) e di ziggy. Quanto m'e' piaciuto il commento saggiamente critico di eìo, le riflessioni importanti di milla, Caino e di Francesco. Grazie.
Lato positivo 3: no, niente, i lati positivi sono finiti.
Rispondo.
Prima al livoroso e scandalizzato utente anonimo:
Ho evidenziato quel passaggio del mio post perche' era significativo della mia posizione sul LitCamp. Anzi, non ci ho pensato, ma per farmi bella potevo anche ricordare che alla fine del post, come segno di dubbio e positiva apertura, avevo scritto:
Insomma, in questi giorni ci pensero'. Sono ben accetti consigli, critiche, minacce e tutto il resto.
Non e' mia intenzione negare di aver scritto che la Lipperini s'e' costruita un orticello e se lo sia coltivato bene. Solo che, pensa, questa mi sembrava la parte piu' innocua di tutta la faccenda. Come scrive milla, io non ci credo alla nostra protagonista che passa il pomeriggio a struggersi perché alla spostata non ci piace la lipperini. Non ci credo nemmeno di essere la prima, in tanti anni, ad aver commentato in tal senso il suo lavoro. Ma perche' scusa, c'e' qualche "esperto" che non fa esattamente questo, sempre e dovunque? Mi stai dicendo che, non so, in economia non c'e' il tizio che ha capito prima di altri quanto fosse cool il microcredito e non ha piantato la sua bandierina su quell'argomento, scrivendoci i libri, diventando "l'esperto da consultare quando si parla di"? Mi stai dicendo che cio' non accade dappertutto? Che la tizia che ha scritto 27 libri sull'anoressia non ci stia marciando? Che il giornalista che ha aggressivamente costruito la sua carriera sulla sua competenza riguardante la Cina, l'abbia fatto cosi', per disinteresse, SOLO per passione, SOLO perche' passava di li'?
Davvero, ripeto, seriamente stai/state sostenendo che mai nessuno avesse parlato della signora Lipperini nei termini che ho usato io? No perche' allora o sono un geniaccio avanguardista, o c'e' uno strano clima di omerta' dato che, giuro, credevo di scrivere qualcosa di scontato e, conseguentemente, innocuo.
Mi accusi anche di averla buttata sul pietismo: guarda, hai stramaledettamente ragione su questo punto. E' la stessa critica che mi sarei mossa io, da li' a pochi minuti. Pero' la signora Lipperini ha risposto piu' o meno sullo stesso tono: sono stata profondamente ferita dal post della spostata, che ho letto questa mattina. Ferita perchè mi sono sentita bersagliata di un odio che non sentivo di meritare. Quindi in questo modo ha legittimato il frame in cui si stava svolgendo la discussione.
Quando la signora Lipperini scrive di essere stata ferita dalle mie parole, io penso che questa reazione, cosi' personale, sia possibile solo se davvero io fossi andata a toccare un tasto finora intonso e, anzi, invisibile. E, come detto, non ci credo. Questa quindi e' LA cosa insoluta di tutta la faccenda, la cosa che veramente non ho capito e si collega allo sbalordimento di ieri.
Secondo punto: e' rimasta offesa? Poteva scrivermi: poteva scrivere un commento sul mio blog, come si usa, poteva indirizzarmi una mail, oppure poteva difendersi attraverso il suo blog. Ma non cosi', dicendo - in una sorta di nota a margine, illuminata dalla sua poca visibilita', se mi concedete la metafora - "oh, a proposito, io comunque non vado al LitCamp perche' gente come questa tizia qui dice tali cose di me e questo e' sintomo di qualcosa che non va nella blogosfera, mi aspettavate in tanti ma pazienza, mi dispiace, e' colpa sua". Santo cielo! A parte che non sono rappresentativa manco di me stessa, e comunque che reazione e'?
Voleva che mi prendessi la responsabilita' di aver detto che lei non mi piace e che non mi piace il suo lavoro? Guardi lo posso ripetere, argomentare, eccetera. Ne possiamo discutere, mettere sul tavolo le opposte opinioni e i diversi punti di vista, prima o poi qualcuno dira' "ho sbagliato" - succede cosi', nelle discussioni.
Ma non fingiamo di essere pari. Non fingiamo che, dato che "siamo nella blogosfera", ci muoviamo in una dimensione orizzontale, su un "piano" per cosi' dire. Non e' cosi', perche', soprattutto la' dove si pretende, a priori, esserci democrazia dal basso, e la' che i rapporti di potere diventano piu' opachi e quindi piu' "pericolosi".
E soprattutto smettiamola di tirare continuamente in ballo la rete, le relazioni di rete eccetera. Cioe' facciamolo con cognizione di causa perlomeno, che' son cose "serie", in cui potremmo tirare in ballo epistemologia, neurobiologia, nomi come Bateson e Maturana
che non state a cagarmi il cazzo con 'ste cose, che io faccio finta di essere ignorante, ok? ma quando arriva l'effeeffe di turno a darmi dei nomi, potrei girarmi male e poi vediamo a chi rimangono le cicatrici
mica i docenti dello IULM o qualche blogger laureando in Scienze della Comunicazione con specializzazione in Nerdologia.
Comunque. Il suo comportamento, signora Lipperini, non e' certo di chi desidera una riflessione sul nostro modo di stare in rete, e su tutte le cose che si potrebbero fare "invece di" (insultarci, costruire stereotipi, etc.), perche' se cosi' fosse questa riflessione l'avrebbe iniziata, e portata avanti; non avrebbe negato la rete stessa (il LitCamp in questo caso) travestendo la sua assenza come un contributo, uno spunto al dibattito. Anzi: magari l'avrebbe portata al LitCamp, questa riflessione, strutturandola come presentazione agli altri campers.
Comunque, non voglio forzarla; io ovviamente non ci andro', e altrettanto ovviamente chiudo qui la faccenda; lei ha solo da perderci, perche' il luogo era piu' importante per lei, dato il tema, che per me, che sarei andata solo per intrecciare conversazioni con gente simpatica. Ma non sono fatti miei. La prego solo di non portarmi ancora a esempio di tutti i mali della blogosfera, e altrettanto prometto che faro' io, ignorando, come finora avevo fatto con estremo successo, la sua esistenza.