Tema: perché ti piace l'estate?
Svolgimento:
L'estate mi piace per una miriade di ragioni.
[flashback.
al campeggio con le amichette.
io: "Ho una miriade di compiti da fare!"
amichetta: "... Miriade? Ma stai studiando ancora i faraoni?
io: "..."
ricordo che inspiegabilmente associo sempre a questo
alla festa dell'Unità del quartiere, con mia madre, compagne delle elementari e loro madri.
io: "Dovrebbero fare la bomba B che uccida tutti i borghesi!"
mamma: "!... Ma quanto sei classista, figlia mia!"
io: "(... classista? mmh... fico. classista!)"]
L'estate mi piace perché non fa mai freddo, e poi raramente piove e quando piove dura poco che è comunque una cosa che quasi quasi sei contenta perché anche se ti bagni comunque non hai freddo, e perché dato che non c'è freddo mi posso vestire finalmente come voglio, cioè come una scappata di casa o come dice mia mamma "una figlia di nessuno".
E mi posso finalmente mettere le gonne corte corte che tanto non ho freddo.
E posso mettermi per tre mesi gli stessi sandali senza farmi le paranoie di colori da abbinare, calze a righe, maglioni colloaltosì-colloaltono, e a ogni cosa che compro sapere che dovrò per forza comprarne un'altra perché tutto il resto del mio abbigliamento mal si abbina all'ultimo acquisto - mentre in estate metto da 4 anni gli stessi pantaloni e le stesse canottiere e sono felice.
L'estate ha un unico difetto, a parte l'afa (ma solo a Milano) e le zanzare e la gente troppo bella e abbronzata che mi siede vicino e io mi sento molto pallida (grigia, se vogliamo proprio essere puntigliosi) e mi guardo i capillari che affiorano e le smagliature e poi se lì sotto vedi strizzi con le dita vedi che ho la cellulite? - che sarebbero tre difetti, ecco oltre questi tre ce n'è uno direttamente collegato ai grandi pregi dell'estate, e cioè che
l'estate è proprio un periodo di merda per fare dei colloqui seri.
Perché fa caldo, maledetta sia la vita, e si suda, e cosa ti metti per fare il colloquio serio, la canottierina del 1998? Non direi, però ooops, non hai NIENT'ALTRO nell'armadio, a parte jeans e minigonne, ah no aspetta ci sono i pantaloni color crema che insomma un po' casual eh però più o meno normali, peccato che siano così sporchi e stropicciati che stanno in piedi da soli, certo se tu fossi una persona normale ieri mattina li avresti messi a lavare, stamattina li avresti stirati e fuck yeah, purtroppo sei una frana in tutto, poi va beh e mettiamoci la camicetta-da-colloquio quella che abbiamo comprato a febbraio che in realtà andrebbe messa sotto una giacca nera e sopra i pantaloni neri mentre così da sola sembra una roba della barbie, ma insomma tanto mica ci tenevo a questo colloquio, giuro.
C'e' stato un momento, lunedi', in cui ho pensato "Questo e' il piu' bel lavoro del mondo".
Gia' avevo fatto una cosa molto figa, cioe' avevo fatto dei lunghissimi conti con la calcolatrice, quella con lo SCONTRINO - emozione - insomma dovevo moltiplicare dei numeri a coppie e poi strappare lo scontrino ed evidenziare il risultato di quelle moltiplicazioni e sommare quei numeri e strappare lo scontrino e pinzarlo a un foglio. Questa cosa era durata un sacco, ed ero veramente stracontenta.
Ma poi mi ha detto "Guarda, se vuoi fare qualcos'altro..." e io "No no grazie, non proccuparti, mi diverto" e lui "Ehm, si', ecco, comunque c'e' da fare questa cosa, mi rendo conto che e' un lavoro un po' balordo pero' bisogna farlo"
e la cosa strana e' che la settimana scorsa avevo gia' sentito questa parola: "balordo", che, me l'aveva riferito una ragazza, aveva usato il matto - non so come si dica nell'era post-Basaglia - con cui sta facendo una sorta di laboratorio artistico (sticazzi), insomma lui aveva detto che quel giorno non c'aveva voglia perche' si sentiva un po' balordo, e quello era un termine che davvero non ricordo di aver mai sentito prima, da nessuno,
cosi' quando mi ha detto che c'era un lavoro balordo da fare mi sono subito attivata, e quando mi sono avvicinata alla scrivania, sede del lavoro balordo, ho visto una risma di carta (in triplice copia) di quelle in cui i fogli sono uniti uno dopo l'altro e hanno i bordini coi buchi (si dice "carta in modulo continuo").
Ecco: il lavoro balordo era dividere tutti i fogli, strappandoli lungo la linea tratteggiata in fondo, e poi togliere anche i bordini coi buchi.
Ero felice. Ma felice nel senso di entusiasta, estasiata, inondata di serotonina, beata, pacificata con il mondo.
Fatemi, vi prego, fatemi fare lavori meccanici, facili, ripetitivi e possibilmente legati al concetto di "mettere in ordine". Per favore.
E' evidente che non sono adatta. E' evidente che non ce la faccio. Fatemi entrare in un programma di inserimento lavorativo per deficienti: daro' il meglio di me, saro' utilissima e, anche se non lo saprete mai, probabilmente mi avrete salvato la vita.
E' davvero arduo scrivere qualcosa sul blog in questi giorni. Vorrei che questo spazio fosse spiritoso e arguto, vorrei che le persone dessero un'occhiata ai feed del mio sito con la speranza di leggere qualcosa che faccia sorridere, che dia un po' di calore a volte. Che e' poi il motivo per cui leggo quella quarantina di blog a cui sono abbonata: per l'incanto di quello che sa scrivere bene, di quella che mi fa ridere delle sue goffaggini quotidiane, di quello che mi narra di paesi che non vedro' mai e quell'altra che mi descrive libri che non leggero' mai, di quello che e' un talento satirico e di quell'altro che non e' nulla di speciale ma a cui sono affezionata, di quello che mi parla di politica e quella che mi parla di religione, eccetera eccetera.
Insomma non c'e' nessuno di cui voglio sapere i fattacci privati, le sconfitte, le paure e le delusioni, e per lo stesso motivo sono sicura che nessuno di coloro che passano piu' o meno stabilmente di qui vogliano lo stesso.
Pero' ci sono giorni in cui non riesci a pensare ad altro, e allora non scrivi nulla.
Ci sono poi giorni in cui capitano, in mezzo al mare di cose delle quali non vuoi scrivere nulla, robe buffe e carine, e allora ringrazi la sorte non solo per te ma anche, mamma mia, perche' avrai qualcosa di non morboso da scrivere sul tuo blog.
Ieri per esempio sono passata all'agenzia interinale X di Vergate sul Membro pensando "manimàn", che e' una cosa che se non la sapete gia' di vostro la potreste capire solo leggendo "La regina disadorna" di Maggiani, titolo che consiglio caldamente a tutti per cose mie. Cosi' ho portato con me un curriculum vitae et studiorum adeguatamente depurato da ogni cosa che potesse far pensare che io sappia fare cose che non so spiegare, e ho detto le cose che si dicono nelle agenzie interinali, e tutti gli under trenta in ascolto le conoscono benissimo quindi non sto qui a ripeterle.
Un'ora dopo avevo un lavoro. Di due settimane, certo, ma distante 15 minuti da dove dormo e... come dire? Normale. Un ufficio. Che so magari in cui fare fotocopie o smistare la posta, ok? Roba da film. Non distribuire giornali gratuiti all'entrata delle stazioni ne' tentare senza successo di stipulare contratti per compagnie di televisione satellitare o pregiate vinerie lombarde, ne' tantomeno cercare appartamenti in vendita da segnalare ad agenti immobiliari senza scrupoli.
Dieci giorni di un lavoro NORMALE.
E se per voi e' poco, non avete idea di cosa sia la mia vita.
Dato che il mio famoso contratto a progetto e' finito, mi ritrovo nuovamente senza lavoro, o meglio sono tornata a occuparmi del settore "cleaning, shopping and making errands".
Prima o poi esauriro' i fumetti da leggere, e allora iniziera' il vero casino.
Nel frattempo non posso che dar menzione di alcune chiavi di ricerca che nel mese di marzo hanno condotto pochi sfortunati a questo inutile blog, tra cui premiamo senz'altro
per la sezione "Comunicazioni di servizio":
come funziona una fresatrice
perchè non mi desideri più?
per la sezione "Motori di ricerca":
su internet non c'è un
per la sezione "Eeh?"
espiando la mogie
per la sezione "Il meraviglioso mondo degli insetti"
m. e demonio
(sapete tutti a quale insettino volante si riferisce la emme puntata, e' che non posso continuare a illudere la gente che arriva a frotte qui per il suoi problemi con gli emme puntata)
Ah, a proposito, i miei vicini (si', quelli del cesso in cortile, per intenderci) sono di nuovo ritornati coi loro fidi muratori, e hanno ricominciato.
Buon lunedi' pomeriggio anche a voi.
Ho un contratto di lavoro a progetto che formalmente dura un mese e mezzo, ma sono due mesi che lavoro. Formalmente scade a meta' aprile, ma in realta' la mia consegna e' fissata per dopodomani.
La mia responsabile di progetto ieri manda una mail collettiva di saluto: Ciao ciao, domani e' il mio ultimo giorno di lavoro, e' stato un vero piacere - cancellate il mio fottuto indirizzo di posta, stronzi, non voglio mai piu' sentire parlare di voi brutte merde.
No dico, lei finisce di lavorare PRIMA di me?
Sono aspetti del precariato che non ti verrebbero in mente da soli.
Comunque il colore delle mie cornee e' tale che, nonostante io sia pulita dentro e bella fuori, se scendo in strada ora mi arrestano non solo per detenzione ma pure per spaccio.
Ho incasinato la data del computer e le mail che ho mandato nell'ultima settimana sono cronologicamente ordinate a casaccio.
La primavera mi ha colto all'improvviso: nei cassetti ho solo maglie spesse 10 cm e sciarpe che provengono dal freddo Tibet. In casa ho ben due zanzare che, forse per nascondere la timidezza, fan casino come se fossero in 24.
Domenica ho passato due ore da Zara. La prima l'ho impiegata a farmi passare il panico da folla caldo e cose che non capisco e voglio mettere fine alla mia esistenza qui subito, la seconda a trovare qualcosa di dignitoso da indossare ai prossimi colloqui.
Uno dei quali si tiene oggi, peccato che io mi sia dimenticata di chiedere CON CHI e quindi dovro' telefonare in azienda chiedendo Per cortesia scusi come si chiama la responsabile che incontrero' tra poche ore?
Ah, devo anche telefonare alla birreria in cui venerdi' ho lasciato il mio orologio. No, non era un dono. L'ho dimenticato. E' una cosa che faccio piu' spesso di quanto sia consentito dalla legge.
Quando sei piccolo nei fumetti e nei cartoni animati ci sono un sacco di imbranati come te e sono teneri e tutti alla fine li amano per come sono. Anche nei film ci sono le imbranate che pero' sono ragazze carine e assolutamente adorabili e come puoi non innamorartene? Cosi' ti fanno credere che ci sia un margine di sopravvivenza.
Errore! Gli imbranati devono PERIRE tra le fiamme! L'eugenetica sociale ci spazzera' via e tra pochi anni saremo una specie in via di estinzione, con enorme sollievo di tutti peraltro.
Se solo la vita fosse come un sito sloveno! Un sito sloveno ha poco da dire e lo dice in una lingua che sei tutto sommato autorizzata a non capire. Un sito sloveno ti fa sentire abile, sgamata, up-to-date. Non ha le animazioni in Flash Player, e' gia' tanto che abbia un menu - e a te chiede solo un Internet Explorer 4.
I siti sloveni aiutano l'autostima.
In Bulgaria usano l'alfabeto cirillico. Lo sapevate? Sapevatelo.
Se lo sapevate e' solo in quanto leggete Miru e Babsi, e quindi non vale.
Comunque io non lo sapevo, ero distratta.
C'è da dire che la maggior parte dei siti ufficiali bulgari hanno la versione in inglese.
E mi sa che molti di quelli italiani non ce l'hanno mica.
Alcuni hanno pure la versione in turco.
Sono assolutamente convinta che quelli italiani non l'abbiano.
Si', sono consapevole di aver scritto un post di merda, ma passate tre ore dentro la webpalla bulgara, poi possiamo discuterne.
Escludendo il vasto ambito della tragedia e del lutto,
c'è qualcosa di peggiore di un aperitivo natalizio aziendale?
Of course: un aperitivo natalizio aziendale, quando da quella azienda ti hanno già licenziata e hai ripreso a sentirti un'inutile manifestazione della noia divina, tipo quelle palle di fieno che rotolano lontano prive di meta nei migliori film di far west, suonando una triste melodia con l'armonica - ah no, quello era Charles Bronson, a volte li confondo.
Ma non c'è nulla che benzodiazepine e alcool non sappiano trasformare in una spumeggiante e divertente serata, dice il mio coniglietto. Basta aspettare che tutto faccia il suo effetto, et voilà.
In questi giorni di abulia faccio cose sul blog, che purtroppo poco hanno a che fare con ciò che realmente vi scrivo. Chiedo scusa!
Gentile Responsabile del Personale:
sono interessata al vostro annuncio di lavoro e vorrei avere maggiori informazioni riguardo questa opportunità.
Ho ricoperto fino a dicembre la posizione di laureata sottopagata con contratto precario. Ho maturato ormai due anni di esperienza in questo ruolo. Delle mansioni di cui mi sono principalmente occupata avrei molto da dire, ma in effetti non tutte sono riferibili. No, non mi vergogno di quanto ho fatto, dopotutto sono la persona che sono anche grazie a queste esperienze, ai ricordi che mi hanno lasciato, ai segni indelebili nella mia mente, ma la mia psicoterapeuta dice che non dovrei rimuginarci troppo sopra.
Se dovessi scegliere tre aggettivi che mi descrivano, direi senz'altro asociale, apatica e antipatica. Vorrei sottolineare come inizino tutti con la lettera A. In realtà ho tre aggettivi che mi descrivono per qualsiasi lettera dell'alfabeto italiano. Dato che ho dimestichezza anche con inglese, francese e spagnolo, ho tre aggettivi anche per quegli alfabeti.
Le potrei elaborare con diversi software.
Credo di poter dare un contributo di valore alla vostra azienda grazie alle capacità e alle esperienze acquisite. Cioè, non credo di essere realmente indispensabile alla vostra azienda. Altrimenti mi sareste venuti a cercare voi - e dopotutto, non sono realmente indispensabile a nessuno, anche se la mia mamma con questo non sarebbe d'accordo. Però posso sempre venire utile. So raccontare le cose in modo divertente ed esibisco molte facce buffe, e questo è una risorsa importante nel lavoro di gruppo.
Grazie per il tempo e l'attenzione. Spero di poter discutere personalmente con lei di questa opportunità. Sempre a patto che lei si lavi molto accuratamente prima di incontrarmi, perché ho una particolare idiosincrasia nei confronti degli odori sgradevoli provenienti dal corpo umano. E sempre che il mio coniglietto di peluche possa assistermi durante il colloquio.
Cordiali saluti.
Ultimo giorno in quell'ufficio.
Un giorno come molti altri: ore a cazzeggiare su internet, NON facendo il poco che avrei dovuto fare, equamente divise (seguite, perché io ho il metabolismo lento, no ) con le ore passate a scornarmi dati tabelle cazzi & mazzi.
Solo che so che è stato l'ultimo. Pieno di ambiguità, istinto di fuga ed educazione alla commozione, preoccupazioni per sé e per gli altri, un lieve anticipo di nostalgia e ... e un raffreddore che mi ha segato le gambe fin dalla mattinata.
Ieri pensavo: sì è vero, la paga è comica e il contratto ridicolo, l'ufficio troppo piccolo e la prolungata convivenza in questo spazio ridotto mi ha reso decisamente idrofoba -
però mi mancherà questo posto: l'opportunità di fare davvero il "mio" lavoro, la possibilità di alzarmi più o meno all'ora che volevo, di vestirmi assolutamente come volevo, di ridere in silenzio con il mio compagno di banco, di scherzare con capi e colleghi, di imparare cose nuove e sentire un pallido ricordo di ciò che quando studiavo chiamavo "soddisfazione", se non "realizzazione"...
Ora il futuro mi riserva un cambiamento grosso. In qualche modo trovare un altro lavoro, almeno fino alla fine di gennaio, non sarà il primo dei miei problemi. Ma in seguito, vorrei unirmi alla sua richiesta - tanto più che io un lavoro fisso non l'ho mai avuto, fatta eccezione in scuola.
p.s. il mio compagno di banco ha candidamente ammesso di essere stato esentato dal militare perché aveva le vene varicose ai coglioni. per mesi e mesi è stato deriso per questo suo ignominioso passato, ma s'è sempre difeso asserendo che trattasi di cosa comunissima.
quindi... qualche passante vuole lasciare la sua opinione o condividere la sua esperienza? non preoccupatevi, raccontatemi pure musse, tanto fino a pochi mesi fa credevo che l'orchite e la gotta fossero la stessa cosa...