Scusate, ma ho veramente troppo caldo.
Non riesco, fondamentalmente, a fare nulla: studiare, leggere, scrivere, pensare.
Ho impiegato ore per scrivere una "domanda in carta libera". Ma perché, PERCHE' in carta libera? Datemi dei moduli da compilare, vi prego: la libertà mi angoscia.
E' quasi impossibile che questa sia la stessa città in cui pochi mesi fa piangevo dal freddo... Mi verrebbe quasi da iniziare una delle mie fin troppo note filippiche contro Milano, tese a dimostrare l'inopportunità dell'esistenza delle città site in pianura, ma per quest'anno credo di aver già intaccato la mia riserva di crediti per filippiche contro Milano, e vorrei conservarmene un po' per la fine dell'autunno.
Tra l'altro se ieri passando per l'unico bar scrauso di Corso Sempione aveste sentito due genovesi dire che qui non si può vivere, quella con l'eloquio da portuale ero io.
Stamattina poi ho notato la scomparsa della mia forchetta rossa. La MIA forchetta rossa, vorrei ribadire. Temo che sia caduta in un agguato, da parte di una spedizione punitiva organizzata dalla padrona di casa. Lo so che nel mondo ci sono guerre e carestie, ma l'idea di non avere più la mia forchetta rossa mi fa un po' piangere.
Sul versante blog, annuncio di aver finalmente scoperto
Bloglines e di aver finalmente capito a che serve un aggregatore. Spettacolo. Funziona malissimo, eh, ma è un inizio.
Sponsorizzo anche questo
Grande concorso culturale e le successive pagine, perché sono una nostalgica dell'infanzia (la mia, eh, non del concetto dell'infanzia) e queste cose mi piacciono un sacco.