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Blogger: laspostata

We cannot tear out a single page of our lives,
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I'm worse at what I do best
And for this gift I feel blessed
Kurt Cobain

Yes, and thanks, for the trouble you took from her eyes
I thought it was there for good, so I never tried.
Leonard Cohen

Ecco la mia storia, in parole semplici. Ti chiedo di non chiedermela più. Te l’ho detta per darti un avvertimento. Io ho subito un danno. Le persone danneggiate sono pericolose. Sanno di poter sopravvivere. Non hanno pietà: sanno che gli altri possono sopravvivere esattamente come loro.
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Suzanne takes you down to her place near the river
You can hear the boats go by
You can spend the night beside her
And you know that she's half crazy
But that's why you want to be there...
Leonard Cohen

Tutti i greci sanno ciò che è giusto. Ma soltanto gli spartani lo fanno!
Frank Miller

I discorsi, come i silenzi d'altronde, non sono sottomessi al potere o rivolti contro di lui una volta per tutte. Bisogna ammettere un gioco complesso e instabile in cui il discorso può essere contemporaneamente strumento ed effetto di potere, ma anche ostacolo, intoppo, punto di resistenza e inizio di una strategia opposta.
Michel Foucault

La vertigine è qualcosa di diverso dalla paura di cadere. La vertigine è la voce del vuoto sotto di noi che ci attira, che ci alletta, è il desiderio di cadere, dal quale ci difendiamo con paura.
Milan Kundera

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Walt Whitman

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giovedì, 26 luglio 2007

cose che capitano ogni giorno

Com'è ovvio, nella biblioteca dell'università ormai non c'è quasi nessuno. Finiti gli ultimi appelli, gli studenti si sono volatilizzati e sono rimasti loschi figuri dai fini oscuri. Dottorandi , tesisti, gente che boh.
E' una cosa bellissima, ovviamente.
Arrivo presto e mi accampo in una delle stanze che si aprono sul lungo corridoio. Un tavolo da sei posti tutto per me, meraviglia, circondato da quei 2-3mila libri, e circa altrettanti ne incombono dall'alto, dato che queste stanzette sono soppalcate.
Un po' di pazienza che ci arrivo.

Insomma ci sono questi soppalchi, la gente non li vede mai quindi gira come una trottola per la stanza pensando "eppure, eppure il numero della collocazione è questo, com'è possibile?", finché non vede il cartello e sale. Tutto in legno, eh, che qui sono i pionieri dell'insostenibilità ambientale carina. La persona sul soppalco è relativamente nascosta, da scaffali e pannelli, perché, dai, sarebbe un po' sgradevole studiare con uno che ti guarda dall'alto, quindi se non fa rumore di suo non ti disturba minimamente e ci vogliamo tutti bene.
Ieri, che fosse il sonno o la concentrazione, non ho proprio fatto caso al mite ragazzo con gli occhiali che era salito di sopra, finché qualche remotissima regione del mio cerebro mi ha avvisato che non era ancora sceso. Non lo vedevo, ma sentivo fruscii, e lievi suoni meno identificabili.

Ho pensato: magari tra una, due ore non è ancora sceso.
Magari a quel punto la curiosità mischiata all'angoscia diventerà insopportabile e dovrò sapere.
Magari allora salgo su io, fingendo di cercare un libro, per capire cosa sta facendo.
Magari lo trovo rannicchiato all'angolo opposto del corridoio, con gli occhi spalancati, ancora perfettamente pettinato e rassettato, mentre coi denti si strappa il mignolo dalla mano destra e lo mastica, e magari mi accorgo che ha già mangiato tutte le altre dita.
Magari alza lo sguardo, mi vede e con la bocca piena di sangue mi dice "No, aspetta! Non è come pensi...".

Ho pensato: magari non sono proprio nata per studiare queste cose.
postato da: laspostata alle ore 26/07/2007 09:07 | link | commenti (5)
categorie: deliri, incubi
giovedì, 12 luglio 2007

martellatine

- Ah, comunque sai cosa ho sognato ieri?
- Eh, dimmi.
- Allora incontravo Lorenzo Cairoli, quello del blog. Ed era un tipo raffinato e carismatico come mi aspettavo, sai quelli che ti portano in giro, raccontano gli aneddoti belli, ti aprono le porte e ti offrono le cose no? Beh però c'era qualcosa di inquietante nella situazione, pian piano sempre più dettagli "sbagliati" si accumulavano, e alla fine si scopre che lui è in realtà un SERIAL KILLER che si sposta di città in città inventandosi ogni volta una nuova identità. E quindi mi vuole uccidere! E con me c'è un altro tipo, un amico o un fratello più giovane, comunque una figura "debole", che dovevo proteggere. Quindi cerco di fuggire da questa casa dove ci ha rapiti, no? Però è tutto strano, perché mi fa anche i discorsi belli alla Hannibal Lecter, e io pensavo "Ma sai che sbatta doversi inventare di essere Cairoli? Cioè quanto ci avrà messo a imparare tutte quelle cose sui viaggi nel mondo, e la cucina e il cinema?", e infatti era tipo tre anni che era Cairoli, però non trovo il tempo per chiedergli come aveva fatto, se per caso quelle cose le sapeva già prima o si era rintanato per cinque mesi al buio in un convento a studiare tutto - non trovo il tempo perché appunto bisogna scappare dalla casa, che però è un maniero, che però è anche un laboratorio, perché lui è non ho capito se un uomo ricchissimo, tipo un industriale o un Lord, o uno scienziato pazzo, comunque tipo un SuperCattivo dei fumetti, mi segui? Quindi ha anche gli assistenti, che hanno proprio il camice. C'è anche una domestica, che sa tutto ma se ne frega. Allora io cercando di scappare - ma lo so che comunque non ce la farò mai, hai presente nei sogni quando lo sai - mi trovo in una cucina dove  aggredisco la domestica e un assistente biondiccio con gli occhiali, pure carino tra l'altro, e li colpisco con un attrezzo che trovo lì, un piccolo... martello da cucina, diciamo, forse per il ghiaccio, cioè ora che ci penso era più un martello da roccia, comunque colpisco alla testa e mi nascondo, ma sembra che quasi non se ne accorgano. Cioè si vedono proprio i buchi nel cranio, anche un po' di sangue, ma ne sono infastiditi quando la puntura di un insetto. Allora penso "Boh, ci vorrà un po' di tempo perché faccia effetto", e intanto PIC PIC PIC, li riempio di martellatine, e ancora nessun progresso. Insomma una situazione di cacca. Poi mi sono svegliata.
- ... Dovresti scrivere un post sull'esaurimento nervoso che ti provoca la scena dei blog italiani.
- Dici?
postato da: laspostata alle ore 12/07/2007 21:16 | link | commenti (4)
categorie: blog, incubi
martedì, 03 luglio 2007

incubi da blog

Sogno un sacco.
Incubi, per lo più.

Sono depressa. Dormo male, ho il sonno leggero e abuso della fase R.E.M. - cioè praticamente passo dalle allucinazioni ipnagogiche al R.E.M. alla sveglia, senza che ci sia mai il tempo per una sana e riposante ronfata.
Faccio sogni complicatissimi e molto divertenti.
Sì, incubi - ma creativi.
E adoro raccontare i miei sogni. Sì, sono una di quelle che raccontano i loro sogni. Ve la siete scampata per dieci mesi, ora vi tocca.

Non so se qualcun altro sta seguendo la vicenda Haramlik contro tutti, con gli inevitabili strascichi (notate il numero di commenti... ma non leggeteli, va'). Io ne sono piuttosto avvinta, lo ammetto. Di Lia s'era parlato qui, a gennaio; mi piace il suo blog, mi piace lei, sono molto interessata a capire cos'è accaduto e come si risolverà. Ma mi piace anche Martinez, quindi sono un po' in difficoltà.
Comunque ho sognato di questa roba.



Ho sognato Dacia Valent in versione Erszébet Bathory. Mi avrebbe giustiziata - così, per piacere personale. Io nemmeno nel sogno ero più di tanto turbata dall'idea della morte, al massimo un po' di scazzo; più che altro ero preoccupata dal come sarei stata uccisa.
Le guardie arrivarono a misurarmi i denti. La contessa voleva che i denti delle persone che avrebbe visto giustiziate quel giorno fossero di uguale lunghezza. Se avessi avuto i denti troppo lunghi, me li avrebbero martellati per farli rientrare nelle gengive.
Avevo idea che facesse male.

I miei sogni sono tutti così.
postato da: laspostata alle ore 03/07/2007 23:58 | link | commenti (6)
categorie: incubi