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We cannot tear out a single page of our lives,
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I'm worse at what I do best
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Kurt Cobain

Yes, and thanks, for the trouble you took from her eyes
I thought it was there for good, so I never tried.
Leonard Cohen

Ecco la mia storia, in parole semplici. Ti chiedo di non chiedermela più. Te l’ho detta per darti un avvertimento. Io ho subito un danno. Le persone danneggiate sono pericolose. Sanno di poter sopravvivere. Non hanno pietà: sanno che gli altri possono sopravvivere esattamente come loro.
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Suzanne takes you down to her place near the river
You can hear the boats go by
You can spend the night beside her
And you know that she's half crazy
But that's why you want to be there...
Leonard Cohen

Tutti i greci sanno ciò che è giusto. Ma soltanto gli spartani lo fanno!
Frank Miller

I discorsi, come i silenzi d'altronde, non sono sottomessi al potere o rivolti contro di lui una volta per tutte. Bisogna ammettere un gioco complesso e instabile in cui il discorso può essere contemporaneamente strumento ed effetto di potere, ma anche ostacolo, intoppo, punto di resistenza e inizio di una strategia opposta.
Michel Foucault

La vertigine è qualcosa di diverso dalla paura di cadere. La vertigine è la voce del vuoto sotto di noi che ci attira, che ci alletta, è il desiderio di cadere, dal quale ci difendiamo con paura.
Milan Kundera

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Walt Whitman

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sabato, 06 ottobre 2007

dumb

Oggi mi sento un po' così

postato da: laspostata alle ore 06/10/2007 01:58 | link | commenti (1)
categorie: deliri
martedì, 25 settembre 2007

quesiti

Ma le Suicide Girls, col passare del tempo, diventano Suicide Women o più semplicemente Dead Girls?
postato da: laspostata alle ore 25/09/2007 13:44 | link | commenti (10)
categorie: deliri
lunedì, 24 settembre 2007

idiocrazia


La mia esultanza è durata circa tre giorni, al termine dei quali mi sono ricordata di non essere altro che un minuscolo grumo di dolore sperduto in un universo infinito e alieno, viva per caso o per punizione, lanciata a folle velocità verso la morte, il tutto senza una minima parvenza di senso.

Oltretutto non ho nemmeno molto da fare, e per me questo significa terrore e raccapriccio.
Ho un lavoro in università che consiste nel fingere di non essere troppo timida per farlo.
Devo aspettare almeno un mese e mezzo prima che inizino le lezioni, a cui tra l'altro non so nemmeno entro quando mi devo iscrivere (uso la fototessera vecchia o una nuova? una nuova costa almeno 5 euro, però quella vecchia è realmente disperata. che dite?).
Il mio coinquilino insiste a non trovare la password della sua connessione, quindi continuo a non avere internet in casa; in compenso ho uno Spöka, e dove c'è Spöka c'è casa (è quello dell'immagine, però più rotondo e blu).


Insomma ho un immediato bisogno di nuovi, strabilianti obiettivi. Ne posso già scrivere un sommario elenco:

1) Sopravvivere alla segretaria amministrativa, che mi ha detto chiaramente che ENTRO IL 25 del mese dovevo portarle dei fogli che le porterò il 26.

2) Ottenere una tastiera che abbia la lettera . Ah, non si legge? E' perché non c'è. Devo copiarla e incollarla ogni maledetta volta - comunque è la lettera b.

3) Non mettermi a piangere quando, aprendo Google Reader ogni 4 giorni, vedo:
Phonkmeister (146)
(io leggo tutto, gente. tutto.)

4) Studiare tutta la sociologia dal 1893 a oggi. Ho già un elenco di libri; l'ho fatto con Excel, così posso aggiungere man mano i titoli e tramite Dati -> Ordina averli tutti in ordine cronologico.

5) Scoprire se sono davvero allergica al lattosio.


Questi bastano e avanzano, anche perché fallirò al primo e passerò il resto della mia esistenza trascinando nel mondo la mia anima accecata dall'umiliazione. Fallendo il primo, mi sentirò troppo mortificata per osare affrontare il secondo, e mi metterò a piangere ogni volta dovrò scrivere "blog" (controlvlog), così che alla fine smetterò del tutto di scrivere. Mi isolerò quindi in biblioteca, ma il crollo della mia autostima mi ostacolerà nell'ardimento; nemmeno potrò consolarmi con la cioccolata perché il timore, mai verificato, di essere allergica al lattosio mi priverà del piacere dei dolci, che attualmente sono la mia unica alimentazione, e rinunciando a essi morirò.
Fine della partita.


(tra parentesi: derby di merda)
postato da: laspostata alle ore 24/09/2007 15:24 | link | commenti (6)
categorie: sociologia, deliri, blog, unacasaperunanno
domenica, 26 agosto 2007

e fanculo pure a Foucault






Così alla fine ho deciso che era meglio non aspettare segretarie e affini, far conto che quella giusta fosse l'opzione peggiore e prepararmi all'idea di dover stampare 250, forse 300 pagine a casina bella. La mia stampante è talmente obsoleta che in tutto il Ponente c'è un solo negozio che ne vende le cartucce; gli passavo davanti in autobus, e sono scesa al volo quando mi sono accorta che era aperto.
Visto da fuori sembra diverso: più ordinato, più nuovo. Mi affaccio alla porta e vedo che le uniche persone presenti sono una giovane donna, che sta lavando il pavimento, e la figlia piccola; "Oh, scusi, è chiuso?". "No no, entra pure".
Sì, evidentemente c'è stato un cambio di gestione. Ogni volta mi chiedo quale molla spinga le persone a sobbarcarsi lo sbattimento della gestione di un negozio; intraprendenza, ambizione, imprenditorialità, creatività, o semplicemente voglia di lavorare - tutte cose di cui conosco il significato solo grazie ai libri.
La bambina mi chiede, tutto compita: "Cosa desidera?".
Io che solo poche ore prima, a conferma del mio innato feeling coi minorenni, ero stata colpita da una bacchetta di plastica lanciatami in un occhio dal delfino della mia ment... mentr... ehm, del mio mentore di sesso femminile, decido prudenzialmente di ignorare il tesorino e di aspettare che la madre sia al suo posto prima di esternare la mia richiesta.
Mentre mi fa lo scontrino, la ragazza dice: "Sai, stiamo cercando qualcuno part-time; se conosci qualcuno a cui può interessare..."

Il tempo s'è fermato.
Ho ricordato le decine e decine di curricula lasciati a uffici e negozi di ogni genere negli ultimi quattro anni.
Ho pensato allo studio inutile degli ultimi mesi, agli scarafaggi e ai mobili alluvionati della casa nuova, all'angoscia che mi dominerà fino a ottobre.
Ho guardato quella ragazza, così a suo agio nel suo nuovo negozio che stava mettendo in ordine insieme alla figlia - come se fosse un gioco, come se stessero arredando la casa delle bambole; una (quasi) coetanea, ma con una figlia, un negozio, una vita.
E per l'ennesima volta mi sono detta Ora mollo tutto.

Ora le dico che interessa a me così inizio a lavorare qui, 5 minuti in autobus da casa dei miei, e fanculo a Milano, fanculo alla sociologia, agli immigrati, ai networks sociali, alle analisi statistiche interpretative e pure all'interazionismo simbolico, fanculo ai convegni, ai rituali di subordinazione e di appartenenza, fanculo alle borse di studio e ai campionamenti a valanga, fanculo al freddo e all'inglese, alla sostenibilità sociale e alla giustizia redistributiva, fanculo a quel vecchio arteriosclerotico di Bauman, FANCULO A FOUCAULT che m'ha rovinato la vita, mille volte fanculo ai mediatori culturali e all'educazione interculturale, ma cosa me ne frega dell'educazione interculturale dico io, che i bambini li detesto e da quando ho la ragione sto solo aspettando l'Apocalisse con le fiamme e la distruzione che ponga finalmente fine alle mie sofferenze e a questo insulto estetico e morale che chiamiamo umanità, massì date fuoco ai vicini che sicuramente se lo meritano, ammazzatevi in famiglia, indebitatevi con le finanziarie, impazzite, mangiatevi tra di voi, a me non frega assolutamente nulla, io vi disconosco, ora mi fermo qui a vendere per tutta la vita accessori per stampanti e mollo tutto.

Così con un largo sorriso le ho risposto "Senz'altro!", e sono andata a casa a stampare quelle 250, 300 pagine.
postato da: laspostata alle ore 26/08/2007 21:02 | link | commenti (14)
categorie: deliri
venerdì, 17 agosto 2007

visitor

Lucertola su poggiolo, con nota di colore



Lucertola già stanca della vita

postato da: laspostata alle ore 17/08/2007 15:21 | link | commenti (3)
categorie: deliri
giovedì, 16 agosto 2007

l'anomalia




quattro mesi:
"Oh, ma che testa di capelli neri che ha questa bimba!"
"Eh, sì, è nata così, piena di capelli! Tutta suo nonno..."
"Ma che strano, ha un capello bianco!"
"Ne ha due, anche uno qui dietro, vede?"
"Oh, che cosa simpatica, chissà se le rimarranno!"

sei anni:
"Aspetta aspetta... Preso!"
"Ahia! Ooh, che bello. Però non dovevi toglierlo - e ora?"
"Non ti preoccupare, ricresce..."

undici anni:
"Ha un capello bianco!"
"Hai i capelli bianchi! Hai i capelli bianchi! Hai i capelli bianchi!"
"Sei vecchia! Sei vecchia! Sei vecchia! Sei vecchia!"

diciannove anni:
"Uao, hai un capello bianco..."
"Due."
"Fico... Cioè, forte. Tipo Patti Smith."
"O la tipa di Swamp Thing!"
"Eh?"

dai venticinque anni in poi:
"Ops... Senti, come dire... Con questo taglio si vede, ecco un - non è che ti stanno venendo...?"
"..."
postato da: laspostata alle ore 16/08/2007 11:15 | link | commenti (3)
categorie: deliri
martedì, 14 agosto 2007

i miss you so



Ora, lo so che avevate davvero bisogno di un po' di ferie, ma per l'amor del cielo, proprio TUTTI ASSIEME dovevate farle? E proprio ora?

Non è tanto per il fatto che mi sento sola - è così... comodo - o perché non vado in vacanza - non ne ho bisogno - ma perché sono in ferie un sacco di persone da cui dipendo, e non dico solo la lattaia, il tabaccante, il barista e il 40% degli autisti dell'autobus, ma tutta quella gente poco sostituibile che va sotto la categoria di personale amministrativo.

Segretarie! Vi scongiuro, tornate ai vostri pc, ai vostri salvaschermo cucciolosi, alle foto dei nipotini appese sui muri, alle cartoline di Anne Geddes che vi circondano l'ergonomica tastiera, e rispondete alle mail che vi ho mandato 3 settimane fa, vi prego.

Non posso ammettere che a fine luglio vengano pubblicati bandi di concorso con scadenza per il 30 agosto o il 3 settembre, e nel frattempo - tra la data di pubblicazione e la data di scadenza - dagli uffici spariscano come per incanto tutte le persone a cui chiedere informazioni e chiarimenti.

Mi state facendo venire l'ulcera, e non posso permettermela: le farmacie sono tutte chiuse!
postato da: laspostata alle ore 14/08/2007 13:02 | link | commenti (5)
categorie: deliri, città
venerdì, 10 agosto 2007

un avviso

bustine_zucchero

Uno pensa che, dai, non è mai successo, e non c'è alcun motivo per credere che possa succedere.
E invece.
E invece le bustine di zucchero che conservate nella borsa, sì, si possono rompere.
postato da: laspostata alle ore 10/08/2007 12:54 | link | commenti (10)
categorie: deliri
martedì, 07 agosto 2007

l'ozio del condimento

Ora, il fatto sciagurato di essere vegetariana non è un handicap sufficiente?
State leggendo una persona che ha tolto l'aggettivo "saporito" dal suo vocabolario quasi 10 anni fa: pensate a che vita grama conduco. Vabbe' che dico ai quattro venti che non mi piace mangiare e non nutro particolare interesse per il cibo in sé, ma a tutto c'è un limite; ci deve essere una linea di confine prima del totalmente insipido e del a malapena commestibile, ci deve essere qualcosa di culturale, qualcosa di saldo, tipo un tabù ecco.
No, perché mia madre mi ha lasciato un'insalata di riso che mi abbacina nella sua insipidità. Deve averla "condita" con qualcosa di light e tenuta lontana da ogni tipo di salsa; non c'è nemmeno un velo di maionese, che so un funghetto, un formaggino, bensì cuori di palma e soia.
Poi mi dicono che sono depressa.

Comunque per schiodarmi dall'annichilente ozio estivo, sono andata a tagliarmi i capelli di netto, e quindi è d'uopo aggiornare il mio meez, non credete?



Quei pantaloni ce li ho davvero. Dal 1996. Ogni volta che mi preparo per uscire sto per indossarli, poi mi dico DOH! e ricordo a me stessa che sono ormai sul viale del tramonto. Io intendo, non i pantaloni.
postato da: laspostata alle ore 07/08/2007 18:38 | link | commenti (4)
categorie: deliri
sabato, 28 luglio 2007

senso comune

Da qualche giorno sto pensando a cose buffe ma arzigogolate che riguardano la diversità e la rappresentanza. Però non riesco a metterle tutte insieme in fila in un discorso logico e leggibile e non noiosissimo.
Mi gira in testa da quando, un paio di settimane fa, una persona (in ottima fede, va detto) mi ha chiamato in causa per la mia appartenenza a una categoria. "Fossi in voi, mi indignerei. Non potete protestare?"
Voi? Voi chi?
Le generalizzazioni sono normali e indici di sanità mentale, ma... possibile che si debba pure diventare i portavoce dell'identità che ci viene attribuita?

persona che è venuta una volta a Genova: "Di dove sei?"
io: "Di Genova."
pcèvuvaG: "Ah, che bella città! L'Acquario! Il Porto Antico! Certo che però dovreste fare qualcosa per il traffico, eh, quella sopraelevata..."
io: "... Guardi, ha ragione. Ora ne parlo con mia madre che è il sindaco, con mio cugino che fa l'Assessore ai Trasporti e con mio marito che ha un'impresa edile, e mettiamo a posto la questione una volta per tutte."

Esempio cretino, d'accordo, ma pensiamo a una professione un po' inusuale, una passione poco comune, l'affiliazione a una religione diversa da quella dell'interlocutore, o, non sia mai, un orientamento sessuale diverso da quello dell'interlocutore.

"Ah, sei musulmana? E dimmi dai, come giustifichi la politica iraniana?"
"Ah, sei lesbica? Ma perché non la smettete con queste carnevalate nei Gay Pride?"


Quello che scriverei in seguito citerebbe la teoria delle classi di Marx, i mondi vitali di Husserl, Wikipedia e financo i blog. Però non ne ho voglia, capitemi: mi viene l'uggia esistenziale solo a pensarlo, figurarsi a uno che lo debba leggerlo. Quindi immaginatelo, che tanto lo so che siete più bravi di me.
postato da: laspostata alle ore 28/07/2007 12:08 | link | commenti (9)
categorie: deliri, blog