Sogno un sacco.
Incubi, per lo più.
Sono depressa. Dormo male, ho il sonno leggero e abuso della fase R.E.M. - cioè praticamente passo dalle allucinazioni ipnagogiche al R.E.M. alla sveglia, senza che ci sia mai il tempo per una sana e riposante ronfata.
Faccio sogni complicatissimi e molto divertenti.
Sì, incubi - ma creativi.
E adoro raccontare i miei sogni. Sì, sono una di quelle che raccontano i loro sogni. Ve la siete scampata per dieci mesi, ora vi tocca.
Non so se qualcun altro sta seguendo la vicenda
Haramlik contro tutti, con gli
inevitabili strascichi (notate il numero di commenti... ma non leggeteli, va'). Io ne sono piuttosto avvinta, lo ammetto. Di Lia s'era parlato
qui, a gennaio; mi piace il suo blog, mi piace lei, sono molto interessata a capire cos'è accaduto e come si risolverà. Ma mi piace anche
Martinez, quindi sono un po' in difficoltà.
Comunque ho sognato di questa roba.
Ho sognato
Dacia Valent in versione
Erszébet Bathory. Mi avrebbe giustiziata - così, per piacere personale. Io nemmeno nel sogno ero più di tanto turbata dall'idea della morte, al massimo un po' di scazzo; più che altro ero preoccupata dal
come sarei stata uccisa.
Le guardie arrivarono a misurarmi i
denti. La contessa voleva che i denti delle persone che avrebbe visto giustiziate quel giorno fossero di uguale lunghezza. Se avessi avuto i denti troppo lunghi, me li avrebbero martellati per farli rientrare nelle gengive.
Avevo idea che facesse male.
I miei sogni sono tutti così.