Non mento se scrivo che e' una settimana che *devo* scrivere questo post. Ma quando parlo di cose importanti come i libri vado completamente nel pallone, non me la sento e rimando.
Ho comprato questo romanzo perché l'ha scritto Davide L. Malesi che è quello di licenziamentodelpoeta.splinder.com: pazzesco, l'ultima cosa che pensavo mi potesse capitare in ambito libresco era di comprare - comprare! e vi ricordo che c'e' ancora da pagare una bolletta qui a destra - il libro di un blogger. L'ho fatto perche' ne avevo letto le prime pagine su schermo, perche' Davide mi è simpatico e scrive cose molto intelligenti, perche' gli esordienti vanno incoraggiati eccetera.
E mi sono ritrovata tra le mani un romanzo breve che mi ha deliziata. Totalmente deliziata. Perche' e' divertente, e' pieno di personaggi terrificanti e perfetti, di scene che ti rimangono - volente o nolente - impresse nella memoria come se le avessi vissute tu stessa, e' pieno di parole BELLISSIME (tipo "punta", non participio passato o sostantivo femminile alle fine di una freccia, ma declinazione femminile dell'aggettivo punto che significa "affatto", che voglio dire la penultima volta che l'ho letto era in "Piccole Donne" (l'ultima non me la ricordo), e' o no una figata memorabile?) ed e' scritto con uno stile tutto agitato e avvincente che
per esempio, tu magari sei salita sul treno senza la prenotazione (e manco il biglietto giusto) cosi' ti fai un viaggio di un'ora e mezza in piedi in mezzo a tantissima gente, ma il viaggio nemmeno te lo ricordi perche' stai leggendo "Veramente difficile ripetere il medesimo stratagemma" e un po' ridi un po' ti impressioni un po' dici "ma pensa, si' si' ha ragione e' proprio cosi'" un po' ti agiti perche' stai aspettando qualcosa che deve accadere e non vedi l'ora di arrivare all'ultima pagina
poi arrivi all'ultima pagina, ma non sul treno perche' non sono una di quelle che vogliono far vedere che leggono a razzo, almeno due ore e mezza ci vogliono per 90 pagine, su, non contatemi palle che poi me ne accorgo
arrivi all'ultima pagina e dici "ma pensa un po' 'sto stronzo", ma stronzo in tono ammirativo, come "birbone" ecco.
E poi lo vuoi far leggere a tutti e ne vuoi scrivere sul blog pero' un po' ti vergogni perche' pensi di non essere abbastanza brava per parlarne come si deve e rimandi per una settimana.
Ecco, ora ho scritto tutto il post su "Veramente difficile ripetere il medesimo stratagemma".
Era anche ora, dico.