E’ da ieri mattina che mi gira in testa la storia di Ashley X, la bambina i cui genitori hanno deciso di bloccare lo sviluppo fisico in armonia con il blocco del suo sviluppo mentale.
(da notare, prego, che nel sottotitolo dell’articolo della Repubblica viene definita “malata al cervello”. ora, anche a me spesso dicono “tu sei malata nel cervello”. non credevo si trattasse di una diagnosi medica, però).
Premessa: non ci credo. Cioè, non credo alle “notizie”, ai periodici eccetera. Sono profondamente convinta di vivere in una Dark City, o comunque in una società completamente orwelliana (link rapacemente rubato a Giavasan) in cui ogni giorno la gente racconta cose a muzzo. Ma non è questo il punto. Voglio dire, ai fini del mio discorso è sostanzialmente irrilevante se l’evento narrato sia o meno reale. Quindi, fine premessa.
Penso che la scelta dei genitori di Ashley sia assolutamente geniale. In un mondo dove vince il più forte, o meglio il più darwinianamente adatto, o meglio il più “dotato”, qual è l’unica dote e qualità di una persona come Ashley? Il fatto che fa tenerezza. La bambina è a tutti gli effetti handicappata. Su, cazzate a parte, alzi la mano chi farebbe a cambio con lei, chi SPERA che il proprio figlio le assomigli. E allora, tanto vale contenere i danni. Finché rimane bambina, Ashley ha qualche possibilità di risultare carina e tenera.
Finche’ rimane bambina, Ashley ha qualche possibilita’ di risultare carina e suscitare l’affetto di chi debba occuparsi di lei.
Prima diramazione. Uno dei personaggi di ‘Hyperion’, meraviglioso romanzo di Dan Simmons, e’ Rachel, una ragazza – scusate, minispoiler – che per motivi di cui taccio e’ condannata a ringiovanire di giorno in giorno. La cosiddetta linea temporale per lei si e’ invertita: contrariamente a ogni legge medica e fisica (del tipo della conservazione della materia, ecco) a ogni giorno che passa lei e’ più giovane di un giorno. Fisicamente, ovvio, ma anche mentalmente: un giorno di ricordi e conoscenze in meno.
Seconda diramazione: in un film il cui titolo e soprattutto il cui attore protagonista (Adam Sandler) potrebbe indurvi a non vedere mai, '50 volte il primo bacio', Drew Barrymore interpreta una ragazza, Lucy, che in seguito a un trauma cranico e’ incapace di memorizzare alcunche': per farla breve, vive in un eterno presente, la sua vita s’e’ fermata nel giorno dell’incidente e ogni mattina si sveglia in quella data. I suoi parenti assecondano quest’illusione: ristampano a proprie spese quello stesso quotidiano, sostituiscono le trasmissioni televisive con registrazioni (anticipando, ahime’, Goodbye Lenin), ogni notte cancellano le testimonianza fisiche della giornata trascorsa, eccetera. Finché arriva il momento di rottura: il ragazzo che s’innamora di lei e cerca un modo per far crescere la relazione. Idea: ogni mattina facciamole lo spiegone! Le mostriamo una vhs, un raccoglitore di articoli di giornale, foto e altri documenti, le raccontiamo il riassunto delle ultime puntate, così lei ‘recupera’ e quando esce dalla sua stanza da letto è pronta a vivere una vita di cui non sa nulla, a cui non emotivamente preparata, e che si situa in un ‘presente’ distante anni rispetto al suo personale ‘presente’.
Torniamo a Rachel. Nei primi anni della sua vita al contrario, i genitori provano questa identica tattica. Ogni mattina le raccontano cosa le e’ successo, chi era e cosa le sta accadendo. Una sera pero’, lei prende da parte suo padre e gli dice:
A me non serve tutto questo. Non m’interessa per nulla la vita di quella me che secondo voi sono stata, che dal mio punto di vista saro’, che a tutti gli effetti non saro’ mai. Perche’ soffrire ogni giorno per aver perso qualcosa che non ricordo? Non ditemi nulla. Lasciatemi vivere il mio presente.
Così i genitori di Rachel, con il percorso esattamente inverso a quello della famiglia di X, iniziano a costruire intorno a lei un mondo ogni giorno piu’ giovane. Ricorrono alla chirurgia estetica per ringiovanirsi, recuperano i suoi vecchi vestiti e giochi, s’inventano ragioni valide per l’irreperibilita’ dei suoi amici, per il fatto che non si trova all’universita’, al liceo, a scuola…
So che si tratta di una commediola statunitense e di un romanzo di fantascienza (il migliore negli ultimi anni, si dice) da una parte, e di una ‘storia vera’ dall’altra. Ma che ci posso fare, mi sembrano appartenere alla stessa sfera si significato.
(Da oggi smetto di usare le lettere accentate e le virgolette, perche’ l’ho letto qui, tramite botulinux 2.0.
Pero’, sapeste quanto mi costa, perdiana.)