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We cannot tear out a single page of our lives,
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I'm worse at what I do best
And for this gift I feel blessed
Kurt Cobain

Yes, and thanks, for the trouble you took from her eyes
I thought it was there for good, so I never tried.
Leonard Cohen

Ecco la mia storia, in parole semplici. Ti chiedo di non chiedermela più. Te l’ho detta per darti un avvertimento. Io ho subito un danno. Le persone danneggiate sono pericolose. Sanno di poter sopravvivere. Non hanno pietà: sanno che gli altri possono sopravvivere esattamente come loro.
Josephine Hart

Suzanne takes you down to her place near the river
You can hear the boats go by
You can spend the night beside her
And you know that she's half crazy
But that's why you want to be there...
Leonard Cohen

Tutti i greci sanno ciò che è giusto. Ma soltanto gli spartani lo fanno!
Frank Miller

I discorsi, come i silenzi d'altronde, non sono sottomessi al potere o rivolti contro di lui una volta per tutte. Bisogna ammettere un gioco complesso e instabile in cui il discorso può essere contemporaneamente strumento ed effetto di potere, ma anche ostacolo, intoppo, punto di resistenza e inizio di una strategia opposta.
Michel Foucault

La vertigine è qualcosa di diverso dalla paura di cadere. La vertigine è la voce del vuoto sotto di noi che ci attira, che ci alletta, è il desiderio di cadere, dal quale ci difendiamo con paura.
Milan Kundera

Do I contradict myself? Very well, then I contradict myself - I am large, I contain multitudes.
Walt Whitman

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domenica, 26 agosto 2007

e fanculo pure a Foucault






Così alla fine ho deciso che era meglio non aspettare segretarie e affini, far conto che quella giusta fosse l'opzione peggiore e prepararmi all'idea di dover stampare 250, forse 300 pagine a casina bella. La mia stampante è talmente obsoleta che in tutto il Ponente c'è un solo negozio che ne vende le cartucce; gli passavo davanti in autobus, e sono scesa al volo quando mi sono accorta che era aperto.
Visto da fuori sembra diverso: più ordinato, più nuovo. Mi affaccio alla porta e vedo che le uniche persone presenti sono una giovane donna, che sta lavando il pavimento, e la figlia piccola; "Oh, scusi, è chiuso?". "No no, entra pure".
Sì, evidentemente c'è stato un cambio di gestione. Ogni volta mi chiedo quale molla spinga le persone a sobbarcarsi lo sbattimento della gestione di un negozio; intraprendenza, ambizione, imprenditorialità, creatività, o semplicemente voglia di lavorare - tutte cose di cui conosco il significato solo grazie ai libri.
La bambina mi chiede, tutto compita: "Cosa desidera?".
Io che solo poche ore prima, a conferma del mio innato feeling coi minorenni, ero stata colpita da una bacchetta di plastica lanciatami in un occhio dal delfino della mia ment... mentr... ehm, del mio mentore di sesso femminile, decido prudenzialmente di ignorare il tesorino e di aspettare che la madre sia al suo posto prima di esternare la mia richiesta.
Mentre mi fa lo scontrino, la ragazza dice: "Sai, stiamo cercando qualcuno part-time; se conosci qualcuno a cui può interessare..."

Il tempo s'è fermato.
Ho ricordato le decine e decine di curricula lasciati a uffici e negozi di ogni genere negli ultimi quattro anni.
Ho pensato allo studio inutile degli ultimi mesi, agli scarafaggi e ai mobili alluvionati della casa nuova, all'angoscia che mi dominerà fino a ottobre.
Ho guardato quella ragazza, così a suo agio nel suo nuovo negozio che stava mettendo in ordine insieme alla figlia - come se fosse un gioco, come se stessero arredando la casa delle bambole; una (quasi) coetanea, ma con una figlia, un negozio, una vita.
E per l'ennesima volta mi sono detta Ora mollo tutto.

Ora le dico che interessa a me così inizio a lavorare qui, 5 minuti in autobus da casa dei miei, e fanculo a Milano, fanculo alla sociologia, agli immigrati, ai networks sociali, alle analisi statistiche interpretative e pure all'interazionismo simbolico, fanculo ai convegni, ai rituali di subordinazione e di appartenenza, fanculo alle borse di studio e ai campionamenti a valanga, fanculo al freddo e all'inglese, alla sostenibilità sociale e alla giustizia redistributiva, fanculo a quel vecchio arteriosclerotico di Bauman, FANCULO A FOUCAULT che m'ha rovinato la vita, mille volte fanculo ai mediatori culturali e all'educazione interculturale, ma cosa me ne frega dell'educazione interculturale dico io, che i bambini li detesto e da quando ho la ragione sto solo aspettando l'Apocalisse con le fiamme e la distruzione che ponga finalmente fine alle mie sofferenze e a questo insulto estetico e morale che chiamiamo umanità, massì date fuoco ai vicini che sicuramente se lo meritano, ammazzatevi in famiglia, indebitatevi con le finanziarie, impazzite, mangiatevi tra di voi, a me non frega assolutamente nulla, io vi disconosco, ora mi fermo qui a vendere per tutta la vita accessori per stampanti e mollo tutto.

Così con un largo sorriso le ho risposto "Senz'altro!", e sono andata a casa a stampare quelle 250, 300 pagine.
postato da: laspostata alle ore 26/08/2007 21:02 | link | commenti (14)
categorie: deliri
sabato, 18 agosto 2007

R.E.M.'s best videos

Mi diverto a scrivere i titoli in un inglese maccheronico, che ci volete fare?

Così, giusto perché non ho chiuso occhio, e ora è l'alba, ed è tutto molto strano, mi metto qui e compilo una bella lista di quelli che per me sono i migliori video i R.E.M., a mio insindacabile giudizio.



Southern Central Rain (I'm Sorry) (1984)
"Go build yourself another dream, this choice isn't mine"

The One I Love (1987)
"A simple prop to occupy my time"

Orange Crush (1988)
"We are agents of the free"



Losing My Religion (1991)
"I don't know if I can do it"

Shiny Happy People (1991)
"There's no time to cry - happy, happy!"

Drive (1992)
"What if you tried to get off, baby?"

The Sidewinder Sleeps Tonight (1992)
"That way she'll know that it's really, really, really, really me, me"

Everybody Hurts (1992)
"So, hold on"

Man on the Moon (1992)
"Hey Andy, did you hear about this one?"



Find the river (parallel version) (1992)
"We're closer now than light years to go"

Whats the Frequency, Kenneth? (1994)
"You said that irony was the shackles of youth"

Bang And Blame (1994)
"You know it's not my thing"



E-Bow The Letter (1996)
"Will you show me something that nobody else has seen?"

Elecrolite (1996)
"Twentieth century go and sleep"

Lotus (1998)
"Wash away my ugly sins"


Non ci sentiremo per un po', cari, mi aspetta una settimana di isolamento e full-immersion.
Bentornato a chi rientra, Buone vacanze a chi parte in questi giorni, Ora E Sempre Resistenza! a chi non va da nessuna parte.
Come dicevo un tempo (copiando):

bacini & rock'n'roll
postato da: laspostata alle ore 18/08/2007 07:41 | link | commenti (5)
categorie: visioni, ascolti
venerdì, 17 agosto 2007

visitor

Lucertola su poggiolo, con nota di colore



Lucertola già stanca della vita

postato da: laspostata alle ore 17/08/2007 15:21 | link | commenti (3)
categorie: deliri
giovedì, 16 agosto 2007

l'anomalia




quattro mesi:
"Oh, ma che testa di capelli neri che ha questa bimba!"
"Eh, sì, è nata così, piena di capelli! Tutta suo nonno..."
"Ma che strano, ha un capello bianco!"
"Ne ha due, anche uno qui dietro, vede?"
"Oh, che cosa simpatica, chissà se le rimarranno!"

sei anni:
"Aspetta aspetta... Preso!"
"Ahia! Ooh, che bello. Però non dovevi toglierlo - e ora?"
"Non ti preoccupare, ricresce..."

undici anni:
"Ha un capello bianco!"
"Hai i capelli bianchi! Hai i capelli bianchi! Hai i capelli bianchi!"
"Sei vecchia! Sei vecchia! Sei vecchia! Sei vecchia!"

diciannove anni:
"Uao, hai un capello bianco..."
"Due."
"Fico... Cioè, forte. Tipo Patti Smith."
"O la tipa di Swamp Thing!"
"Eh?"

dai venticinque anni in poi:
"Ops... Senti, come dire... Con questo taglio si vede, ecco un - non è che ti stanno venendo...?"
"..."
postato da: laspostata alle ore 16/08/2007 11:15 | link | commenti (3)
categorie: deliri
martedì, 14 agosto 2007

i miss you so



Ora, lo so che avevate davvero bisogno di un po' di ferie, ma per l'amor del cielo, proprio TUTTI ASSIEME dovevate farle? E proprio ora?

Non è tanto per il fatto che mi sento sola - è così... comodo - o perché non vado in vacanza - non ne ho bisogno - ma perché sono in ferie un sacco di persone da cui dipendo, e non dico solo la lattaia, il tabaccante, il barista e il 40% degli autisti dell'autobus, ma tutta quella gente poco sostituibile che va sotto la categoria di personale amministrativo.

Segretarie! Vi scongiuro, tornate ai vostri pc, ai vostri salvaschermo cucciolosi, alle foto dei nipotini appese sui muri, alle cartoline di Anne Geddes che vi circondano l'ergonomica tastiera, e rispondete alle mail che vi ho mandato 3 settimane fa, vi prego.

Non posso ammettere che a fine luglio vengano pubblicati bandi di concorso con scadenza per il 30 agosto o il 3 settembre, e nel frattempo - tra la data di pubblicazione e la data di scadenza - dagli uffici spariscano come per incanto tutte le persone a cui chiedere informazioni e chiarimenti.

Mi state facendo venire l'ulcera, e non posso permettermela: le farmacie sono tutte chiuse!
postato da: laspostata alle ore 14/08/2007 13:02 | link | commenti (5)
categorie: deliri, città
venerdì, 10 agosto 2007

un avviso

bustine_zucchero

Uno pensa che, dai, non è mai successo, e non c'è alcun motivo per credere che possa succedere.
E invece.
E invece le bustine di zucchero che conservate nella borsa, sì, si possono rompere.
postato da: laspostata alle ore 10/08/2007 12:54 | link | commenti (10)
categorie: deliri
giovedì, 09 agosto 2007

cattivi

sarah_clarke_nina_myers

Quando a scuola si studiava le mosse crudeli degli Imperatori Romani (e seguenti), io sotto sotto pensavo: "Beh, ma perché crudele? S'è comportato nella maniera più logica; in quella situazione, e al posto suo, non c'era mica molto altro da fare".

Quindi non c'è da stupirsi se mi trovo a parteggiare per Nina Myers.
E' anche bella; strana. Inoltre era da un po' che non vedevo sgozzare uno con un biglietto da visita: son cose che io apprezzo molto, sì sì.


(c'è anche da dire che empatizzo con la sua deprecabile acconciatura)
postato da: laspostata alle ore 09/08/2007 11:18 | link | commenti (2)
categorie: visioni
martedì, 07 agosto 2007

l'ozio del condimento

Ora, il fatto sciagurato di essere vegetariana non è un handicap sufficiente?
State leggendo una persona che ha tolto l'aggettivo "saporito" dal suo vocabolario quasi 10 anni fa: pensate a che vita grama conduco. Vabbe' che dico ai quattro venti che non mi piace mangiare e non nutro particolare interesse per il cibo in sé, ma a tutto c'è un limite; ci deve essere una linea di confine prima del totalmente insipido e del a malapena commestibile, ci deve essere qualcosa di culturale, qualcosa di saldo, tipo un tabù ecco.
No, perché mia madre mi ha lasciato un'insalata di riso che mi abbacina nella sua insipidità. Deve averla "condita" con qualcosa di light e tenuta lontana da ogni tipo di salsa; non c'è nemmeno un velo di maionese, che so un funghetto, un formaggino, bensì cuori di palma e soia.
Poi mi dicono che sono depressa.

Comunque per schiodarmi dall'annichilente ozio estivo, sono andata a tagliarmi i capelli di netto, e quindi è d'uopo aggiornare il mio meez, non credete?



Quei pantaloni ce li ho davvero. Dal 1996. Ogni volta che mi preparo per uscire sto per indossarli, poi mi dico DOH! e ricordo a me stessa che sono ormai sul viale del tramonto. Io intendo, non i pantaloni.
postato da: laspostata alle ore 07/08/2007 18:38 | link | commenti (4)
categorie: deliri
lunedì, 06 agosto 2007

abbandono

Ehi, la rete è tanto disabitata in 'sti giorni, che mi vien voglia di studiare solo per sfuggire alla noia.

Tutti in vacanza, così, lavandovene le mani di chi ha bisogno di una scusa per cazzeggiare e non fare il proprio dovere! Vi sembra il modo? E poi, tra una ventina di giorni, tornerete da me, con un sorriso innocente, e senza nemmeno chiedere scusa pretenderete che tutto sia come prima?
Bloggers. Mai fidarsi; dovevo dar retta a mia madre, lo sapevo.

Mi toccherà uscire, maledizione. I pomeriggi in spiaggia, gli aperitivi... bevendo, ridendo, con quell'aria "sono qui con la gente reale perché ne ho voglia, mica perché i bloggers mi hanno lasciata qui da sola, che sia chiaro!" a cui tanto non crede nessuno.
Dio, l'idea di essere ridotta ad avere una vita sociale mi disgusta. Spero non lo venga a sapere nessuno da queste parti, odio dare spiegazioni. "Mah, sì, no no anche a me l'idea di conoscere la gente dal vivo mi sembra un po', ecco, morbosa forse, o comunque esagerata, non so, io sicuramente non frequenterei mai quei luoghi dove si va solo per incontrare estranei e chiacchierare, tipo, come si chiamano, i "locali", ecco, però devo ammettere che tanta gente davvero interessante l'ho beccata in luoghi che frequentavamo per interessi condivisi, tipo università, scuole... ecco sai, magari ci si incontrava la prima volta dal vivo, sì, ma ovviamente poi si spostava tutto su internet, cosa credi, è ovvio che altrimenti non ha senso..."
postato da: laspostata alle ore 06/08/2007 22:05 | link | commenti (3)
categorie: blog
domenica, 05 agosto 2007

una casa per un anno

Ultimamente ogni volta che torno a casa dei miei genitori rimango un tantino disorientata. Ma come fa a essere così bella? Qui funziona tutto perfettamente: da qualche anno abbiamo pure lo scaldabagno che non si spegne mentre ti fai la doccia... inoltre il pavimento è integro, non ci sono insetti, il frigorifero non odora di decomposizione, gli scarichi vanno che è una meraviglia, ci sono un sacco di luci ed è tutto straordinariamente pulito.
Spero di non abituarmici.

I due mesi nella casa degli orrori sono finiti, e mi sono trasferita in una casa che sarà la mia per un anno.
Un anno. Per me un anno è un periodo di tempo così lungo da non riuscirne a cogliere la portata. A parte la scuola, non ho mai iniziato nulla che durasse almeno un anno. Non continuativo, comunque.
Questo contratto di (sub)affitto di un anno ha così assunto un significato immenso. "Mi dò un anno": un anno per cosa? Si vedrà: ho un anno. Al 31 luglio 2008 dovrò rispondermi; ma per ora so che ho un anno, e tanto mi basta e deve bastare.

La mia casa nuova è estremamente grande ed estremamente sporca. La cucina è abitata da scarafaggi e dai fantasmi dei precedenti inquilini.
Ma è una casa grande con coinquilini simpatici tranquilli e rilassati, la mia camera ha la porta dipinta di blu e dà su un bel balcone. La sala è tappezzata di manifestini, ritagli di giornale, poster e altre amenità. Mi stravacco sul divano, accendo una sigaretta, chiacchiero mentre aspetto che salga il caffè, e non ricordo che mi fossero davvero importati la sporcizia della cucina e gli acquitrini in bagno.
Sono fatta così. Basta darmi un po' di respiro, e molti sorrisi. E di respiro, in questi mesi, ne ho davvero avuto pochettino.

Ora sono a Genova, a respirare un po'. A leggere quella novantina di blog-tumblr-siti a cui sono "abbonata" (certo, se qualcuno evitasse di aprirne uno al giorno...), ad andare al mare nella spiaggia del popolo e a circumnavigare gli scaffali della biblioteca con fare sospetto.
Se ci incrociamo, mi riconoscerete facilmente. Sono quella con gli occhiali (oppure quella senza occhiali che inciampa e si fa male), quella che ride, smadonna, e respira.
postato da: laspostata alle ore 05/08/2007 00:49 | link | commenti (6)
categorie: città, unacasaperunanno