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I'm worse at what I do best
And for this gift I feel blessed
Kurt Cobain

Yes, and thanks, for the trouble you took from her eyes
I thought it was there for good, so I never tried.
Leonard Cohen

Ecco la mia storia, in parole semplici. Ti chiedo di non chiedermela più. Te l’ho detta per darti un avvertimento. Io ho subito un danno. Le persone danneggiate sono pericolose. Sanno di poter sopravvivere. Non hanno pietà: sanno che gli altri possono sopravvivere esattamente come loro.
Josephine Hart

Suzanne takes you down to her place near the river
You can hear the boats go by
You can spend the night beside her
And you know that she's half crazy
But that's why you want to be there...
Leonard Cohen

Tutti i greci sanno ciò che è giusto. Ma soltanto gli spartani lo fanno!
Frank Miller

I discorsi, come i silenzi d'altronde, non sono sottomessi al potere o rivolti contro di lui una volta per tutte. Bisogna ammettere un gioco complesso e instabile in cui il discorso può essere contemporaneamente strumento ed effetto di potere, ma anche ostacolo, intoppo, punto di resistenza e inizio di una strategia opposta.
Michel Foucault

La vertigine è qualcosa di diverso dalla paura di cadere. La vertigine è la voce del vuoto sotto di noi che ci attira, che ci alletta, è il desiderio di cadere, dal quale ci difendiamo con paura.
Milan Kundera

Do I contradict myself? Very well, then I contradict myself - I am large, I contain multitudes.
Walt Whitman

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sabato, 30 giugno 2007

transformers?

Ero lì, ieri pomeriggio. Cinema giusto - un po' defilato, orario giusto - primo pomeriggio, sala giusta - enorme e semi vuota, posti perfetti - al solito, terzafilacentrale, da pronunciare tutto attaccato.

Molto contenta ed entusiasta di essere lì, ieri pomeriggio.
Mi aspettavo i robottoni che si trasformano.
Mi aspettavo le trasformazioni che ti fanno dire OOOOH UAO, le macchine grandi, gli aerei potenti, le armi che fanno KA-BOOOOM, alieni robotici schierati l'un contro l'altro armati, guerra, paura, fine del mondo, tragedia, morte, sangue, il minimo sindacale di figa, climax vertiginoso e risoluzione catartica.

Ma manco questo.
Voglio dire, MANCO QUESTO.

(un po' di spoiler, ma pochissimi giuro)

Allora, dov'è, quand'è che siamo? 2007. Duemilasette senza alcun dubbio. C'è internet, c'è e-bay, ci sono le truppe statunitensi in Afghanistan, ci sono i messicani che fanno la parte dei disadattati non-assimilati (non-assimilabili?) culturalmente mentre i neri fanno le parti fighe da comandanti (ma anche checcosissimi e obesi geek). Siamo inequivocabilmente nel 2007.
Ci sono state alcune cose, tra gli anni Ottanta e il 2007, che sono per noi normali ma della cui importanza a  volte ci scordiamo. E non parlo dei Nirvana, e nemmeno dell'attacco alle torri gemelle. Parlo di Matrix.

matrix

Ma vi ricordate che flash, Matrix? Non che introducesse chissà che cosa di nuovo, per chi masticava fantascienza; ma te lo mostrava al cinema, introducendo, o meglio rendendo universale e quasi-banale quel linguaggio.
Ci sono state anche altre cose, dagli anni Ottanta al 2007, che vorrei ricordare qui: Ghost in the Shell e Neon Genesis Evangelion (c'è un altro sito che vorrei linkare, ma ora non funziona, per adesso accontentatevi di Wikipedia).
Ok, penso che avrete già capito dove voglio andare a parare.
Io NON POSSO vedere, nel 2007, un robot alieno che per collegarsi alla rete deve smanettare sulla tastiera di un computer. Non posso, capite? Non è concepibile che per mostrarmi "ci stanno rubando i dati", mi si venga mostrata una sequenza "veloce" di schede e fotografie, come quando negli horror la gente va in biblioteca a cercare vecchie notizie di omicidi e disgrazie e scorre i microfilm delle annate dei quotidiani locali, in quegli strani monitor rialzati.
Già basterebbe questo.

Combattono; ma non vedo le armi, non le sento, non muore nessuno, non si fa mai male nessuno.
Si trasformano; ma non riesco a emozionarmi, si trasformano male, vengono presentati male (troppo tardi, innanzitutto) e in seguito distinti male. Non c'è timor sacro, non c'è alienità, non c'è pericolo mortale in questi robot. E' tutto come un cartone animato che idolatravi da bambino, e poi lo rivedi a vent'anni e ti tocca ammettere che tua madre aveva ragione quando diceva che era stupido. Cavolo, è DAVVERO stupido.
Edulcorato e anestetizzato.

Non si tratta di un film sui robottoni, come ce lo si poteva immaginare - epico, quanto meno. Si tratta di una commedia. E la commedia, almeno un po', funziona. Funziona un po' per il one man show di Shea LeBouf, che nel giro di un anno da promessa è diventato conferma. Funziona per una serie di battute spettacolari pronunciate da personaggi insospettabili.  Funziona dalla seconda parte del primo tempo, quando finalmente entrano in scena i robot, fino alla prima parte del secondo tempo, prima che i nostri amati protagonisti inizino inspiegabilmente a muoversi come giocatori della NBA, e a combattere diventando indistinguibili tra loro e insomma si smetta di capire cosa accade e perché, si smetta soprattutto di aver voglia di capirlo.

Avete presente le regole dei cartoni animati, e in particolare quella micidiale che concerne i combattimenti tra robot?
Ecco. Sì, quella. Giuro, accade quello.
Lo so che me la smerceranno come affinità elettiva col cartone animato. Ma non è vero! Non parte così e non è così se non nei difetti. E' semplicemente incapacità di costruire una trama - semplice, semplicissima, anzi già ovvia - a sostenere e dare ritmo a una serie di fragorose cose di robot. E dire che non gli chiedevamo altro.
E se non sono capaci di fare nemmeno questo, inizio ad avere dei dubbi molto forti. Voglio dire, finché mi scandalizzo per pessimi adattamenti (venduti come tali, ostentando la fedeltà all'originale) di comics anglo-americani, ci può stare. Finché mi scandalizzo per pessimi film horror, ci può stare due volte, anzi cento. Ma riuscire a scandalizzarmi per un blockbuster, da cui mi aspettavo SOLO boati e luccichii indistinti?
Sto sbagliando io? Sono diventata troppo critica, a furia di accompagnarmi ai cinemari?
Oppure s'è davvero persa la capacità di girare un qualsiasi prodotto cinematografico di intrattenimento senza produrre una boiata inguardabile?
(si apre il dibattito)
(ma anche no, eh)
postato da: laspostata alle ore 30/06/2007 11:59 | link | commenti (11)
categorie: visioni
giovedì, 28 giugno 2007

gap generazionale

lei: "Potevo anche mettere tutto in un solo piatto eh... Ma è che, sai?, a me non piace che i cibi diversi si mescolino."
io: "Eheh, certo, come in Harry ti presento Sally!"
lei: "Cos'è?"
io: "..."

io: "Beh è banale però è vero, Berlusconi ha alle spalle mafie di diverso tipo, da sempre, da molto prima che entrasse in politica - aveva un grande appoggio politico, pensa alla legge Mammì, insomma le leggi ad hoc per lui e altri mica sono una novità del suo governo... s'è candidato quando gli è venuto a mancare..."
lei: "Ah sì sì questa la so, l'ho studiata a scuola! Era, come si chiama, Tangentopoli, vero?"
io: "... Eh... sì..."

lei: "Inutile, per i miei genitori internet è il demonio... Ma è una questione di età, abitudine, dato che non sono vissuti nell'epoca del computer -"
io: "No dai aspetta, l'epoca del computer mica è iniziata l'altroieri, i tuoi genitori sono abbastanza giovani da aver avuto la possibilità di utilizzarlo sul lavoro eccetera"
lei: "No ma che dici, mia mamma ha TRENTANOVE anni, sai quanto c'è voluto a insegnarle anche solo ad accenderlo?!"
io: "... Tua madre ha tre anni in meno del mio ultimo compagno..."
lei: "..."
io: "..."

La convivenza con una matricola è DURISSIMA.
postato da: laspostata alle ore 28/06/2007 16:32 | link | commenti (12)
categorie: lacasadegliorrori
martedì, 26 giugno 2007

fuga dalla scuola media

Le mie amiche vogliono organizzare una festa di non-matrimonio a breve. Sì lo so, fa molto National Geographic's Donna Moderna, non so che dirvi.

Anyway:
sei una mia affezionata lettrice e abiti tra Milano e Genova? (vale "tra" anche nel senso di Novi Ligure, per dire)
le tue amiche pensano seriamente a organizzare una festa di non-matrimonio, e tu ti chiedi come sia potuto accadere di trovarti in una situazione simile?
superare i 25 anni ti ha shockata a tal punto che da allora ti attribuisci sempre uno o due anni in più della tua vera età, soprattutto per evidenziare a te stessa quanto sei vecchia e quanto la Vita sia ormai irrimediabilmente dietro le tue spalle?
tua madre ti ha detto almeno una volta "e la prossima volta che sia ricco e che ti sposi?"
delle tue amiche più care una è lesbica e l'altra ha un marmocchio, e tu non hai il minimo dubbio su quale dei due destini sceglieresti?
hai passato l'ultimo decennio a cercare di assecondare i desideri di uomini che non solo ne approfittavano belli placidi, ma finivano pure per lamentarsi della cosa?
credi che la tua vita sia un fallimento in ogni aspetto e stai considerando l'opzione di donare gli organi - da viva?

Ok, invitata. Basta che mi passi a prendere in macchina, ché io non so guidare, e che porti del cibo anche per me, ché io non so cucinare. Così non solo ti godrai una bella festa rilassata e contenta, ma potrai venire a contatto con un esemplare umano che ti farà sentire forte, capace e positiva come non mai.


(forse dovrei aprirci un business: noleggiare la mia compagnia a giovani donne in crisi...)
(questa è una citazione molto colta, sappiatelo)
postato da: laspostata alle ore 26/06/2007 02:28 | link | commenti (12)
categorie: deliri
lunedì, 25 giugno 2007

tutti contro tutti

L'ultimo album di Giorgio Canali & Rossofuoco è bellissimo.
Non esito a dire che è il più bello della sua intera carriera solista (con o senza Rossofuoco), più del primo che ho comunque amato da impazzire. TUTTI i testi sono fantastici, schitarrate a profusione con melodie che ti rimangono in testa la notte, stupenda la cover (in italiano) di Septembre en attendant dei Noir Désire, stupendo il rifacimento (in italiano, di nuovo) della sua Coule la vie.
Giorgio Canali, chitarrista dei fu C.S.I. e poi dei P.G.R., ha una voce scazzata come poche e se c'è una cosa che con questa improbabile voce riesce a fare, è trasmettere una vita di incazzature. Incazzature vissute con passione non cieca e con indignazione non banale. Non mi stupisce la cover dei Noir Déseire, perché come loro è capace di creare una canzone piena di critica sociale e politica senza farne per forza una "protest song". Ci riesce con il suo stile di scrittura intriso di  omaggi, giochi di parole, ammiccamenti, provocazioni alla cultura pop e alla cultura "alta", alla canzone italiana d'autore (da Gaber a Fossati), alla realtà filtrata dalla musica. Esemplare.
Non posso fare a meno di riportare il testo di Falso Bolero, una canzone che da giorni, da settimane mi ossessiona, letteralmente, e che ho voluto riempire di tutti i link che ha fatto aprire in testa a me.


Falso Bolero - Giorgio Canali & Rossofuoco

Verrà un vento caldo
a cancellare questa umidità
lo devo solo aspettare
E resto impassibile
a guardare le foglie morire
in 100.000 canzoni d'amore
E sarà un vento di fuoco
chissà che altro cancellerà
dal nostro cuore
Ma io sopravviverò
ho quasi un giro intero
per capire il ritmo
e prendere l'onda di questo bolero

E' un bolero atipico
figlio di una rumba
e di quest'epoca in cui l'ignoranza è lo standard
E' un rifiuto tossico
riciclato tessile ecologico
che ti protegge dal freddo e dal panico

E balla bimba
balla come se il sole che ride beffardo nel cielo
esplodesse ora
E balla bimba,
balla come se fosse stanotte
l'ultima volta che ridi ancora.

E balla per la democrazia
che scende a grappoli dai cieli
sulle ali della libertà
e dei bombardieri
Balla con gli skinheads
con i carabinieri,
gli uni e gli altri nei secoli fieri
di essere fieri

E balla bimba
devi solo capire le regole
quasi spietate di questo bolero
Balla bimba
prima che venga qui l'uomo nero
ti prenda e ti tenga un anno intero
E quant'è bella giovinezza
che fugge tuttavia
se a fermarla per sempre
non è la polizia
E quanti furbi al di là
del bene e del male

e quanti idioti pronti a credere
alla versione ufficiale
E balla bimba
balla come se tutta questa mediocrità
ti piacesse davvero
e balla bimba
aspettando il prossimo vento
sull'onda di un falso bolero

E sarà un vento di fuoco
chissà che altro cancellerà
dal nostro cuore



[Piccola avvertenza, scrivetevelo da qualche parte per il futuro, che non si sa mai: dovesse venirvi l'uzzolo di ricerca immagini di "cluster bomb", sappiate che tra i risultati NON ci sono solo le bombe.]
postato da: laspostata alle ore 25/06/2007 11:30 | link | commenti (5)
categorie: ascolti
venerdì, 22 giugno 2007

addictions

Ok, lo ammetto.
Anch'io ho un tumblr. Da un po', in effetti. E mi piace pure un sacco, avere un tumblr.
Ricade anche questo nell'inesauribile categoria "che forte/che carino" su cui si basa la mia esistenza in terra.
postato da: laspostata alle ore 22/06/2007 14:46 | link | commenti (3)
categorie: blog

quello che manca

Ma di che si tratta esattamente?
Cos'è che vi fa fare tutte queste cose?

Mi sfugge. Nel senso vero della parola: cerco di afferrarla, ma all'ultimo sguscia via, senza che io riesca nemmeno a vederne i contorni.

Avete sempre "i progetti".
"Eh, ma mica è una cosa bella, è che voglio fare troppe cose, poi m'incasino."
"Mi servirebbero giornate da 48 ore per riuscire a portare a termine tutti i progetti che ho in mente/in cui m'imbarco."

Da dove escono questi progetti? Da dove esce la VOGLIA di farli? Da dove il bisogno?

Non è un monologo alla Trainspotting, perché io vi ammiro e vi invidio. Vorrei anch'io entusiasmarmi all'idea di iniziare/tornare/continuare a studiare, vorrei anch'io imparare il cinese, lavorare alla stesura di un romanzo, aggiornare/scrivere blog *perfetti* e /o geniali, suonare in un gruppo, mettere via i soldi per comprare quella chitarra, andare all'estero per la specializzazione, rimanere alzata fino a tardi per perfezionare il mio progetto.

Solo che non ho nulla di tutto questo, dentro di me. Nulla. E vorrei capire.
Non dico che se capissi cosa avete voi, che a me manca, riuscirei a ottenerlo anch'io. Non credo che sia possibile; non credo si possa inventare, costruire a tavolino, né fingere.
Mi basterebbe capire. Sapere cosa non va. Poter dire a me stessa "E' perché non hai...". Rimarrebbe sgradevole, ma avrebbe un nome.

Cos'è che vi fa sposare, avere dei figli, cambiare lavoro, fare yoga, pensare al futuro?
Si tratta di speranza, voglia di vivere, istinto? Passione? Curiosità?
Siete semplicemente sempre stati così e non sapreste come altro vivere?

Ho l'impressione che ci sia, durante il corso di un'esistenza, un momento in cui una persona ha il potere di scegliere se avere o meno questa cosa. Ho l'impressione che io, superficialmente, senza prestarci attenzione, tutta presa dal mio sdegno verso il querulo ottimismo dei viventi, abbia inconsapevolmente detto "No, grazie, non fa per me".
Perché anche tornando all'infanzia innocente e sgarzellina, non ricordo di aver avuto un sogno da dover realizzare (tipo Hilary, per intenderci, o ancora meglio Maya), una risposta fissa e convinta alla domanda "Cosa vuoi fare da grande?", un ideale da perseguire, anche stupido e banale quanto potesse essere a quell'età.

Mi bastava fare bene le cose che dovevo fare, leggere libri, ridere, incocciare per caso in cose buffe o interessanti e goderne giusto il tempo di dire "forte", per poi lasciarmi trasportare verso qualcos'altro.

Questo non basta. Finché avevo qualcosa da fare, bastava. Ora che non ho più nulla da *dover* fare, non basta.
Giuro, ho anche provato a "essere" anziché "fare", ma nemmeno lì è stato quel gran successo. Perché per essere, dovevo essere qualcosa, il che eliminava automaticamente tutta la vasta gamma dell'essere qualcos'altro, e per quanto potessi scegliere bene cosa essere, non sarebbe mai stata la scelta perfetta, quella che poi non te ne penti mai più. Così dopo alcuni tentativi infruttuosi, alla fine ho preferito lasciare le cose come stavano, e quindi non sono nulla.
Non sono nulla, quindi dovrei pur fare qualcosa. Qualcosa di identitario. Qualcosa per cui svegliarsi la mattina, che mi ronzi in testa durante il giorno, a cui affidare le mie aspirazioni e le mie speranze, senza la quale mi sentirei incompleta.
Niente. Vuoto assoluto.

Ed ecco che è passato un altro giorno.
postato da: laspostata alle ore 22/06/2007 01:59 | link | commenti (4)
categorie: deliri
mercoledì, 20 giugno 2007

Verita', la verita'

Giorgio Canali - Verità, la verità

Verità, la verità
quella dei servizi giornalistici deviati
Verità, la verità
quella dimostrabile coi carri armati
Verità, quella verità
che rende ciechi sordi e poi diversamente muti
Verità, la verità
quella che sai - e la sai per istinto
e non è mai quella di chi ha vinto
Verità, oh verità
quella sepolta da cumuli di sabbia
quella distorta che sveglia la tua rabbia

E non so se ho dentro
tutta la rabbia che mi sento
non so se è dentro o fuori
se è rabbia in bianco e nero oppure rabbia a colori
non so se è rabbia innata o rabbia di riporto
se è rabbia con una ragione o dettata da sentirmi in torto
se è rabbia di rabbia o rabbia di malinconia
se è solo sana rabbia o sono io a farne una malattia

Verità, la verità dei papi e degli ayatollah
Verità di gamba corta
Verità, la verità di guardia
sulla torre che se dormi suona alla tua porta
Verità, tutta la verità
giurata sulla bibbia con la mano morta
La verità che viene a galla nella vasca
La verità che mi ritrovo nella tasca

E non so se ho dentro
tutta la rabbia che mi sento
non so se è dentro o fuori
se è rabbia vitale o rabbia che ci muori
non so se è rabbia di violenza o di sconforto
se è rabbia con una ragione o dettata
dal sentirmi in torto
se è rabbia di rabbia
o rabbia di malinconia
se è solo sana rabbia o sono io a farne una malattia

E non so se ho dentro
tutta la rabbia che mi sento
non so se è dentro o fuori
se è rabbia vitale o rabbia che ci muori
non so se è rabbia di violenza o di sconforto
non so se mettermi a sparare, spararmi
o fingermi morto
se è rabbia in gabbia o rabbia da troppa autonomia
se è solo sana rabbia o sono io a farne una malattia
...
postato da: laspostata alle ore 20/06/2007 23:32 | link | commenti
categorie: ascolti

attrazione fiscale

Recarsi a piedi (5 km) al patronato: 102 calorie.
Tempo totale impiegato: 2 ore.
Rimborso richiesto per la compilazione del modello Unico: 40 euro.
Destinare l'otto per mille alla Chiesa Valdese in un centro ACLI: non ha prezzo.
postato da: laspostata alle ore 20/06/2007 19:44 | link | commenti (4)
categorie:
lunedì, 18 giugno 2007

il concerto di woven hand, part II

Venerdì sera arrivo al Transilvania da sola. Federico mi ha telefonato alle 20 per dirmi che avrebbe fatto un po' tardi rispetto al nostro appuntamento: "Anche io", rispondo, "in effetti sarò lì tra almeno 10 minuti". "Ehm no vedi io sono tipo a Vercelli". Uomini.
Il Transilvania è squallidamente vuoto. Non fosse per la presenza dell'autobus-della-band piazzato lì davanti, giurerei di aver sbagliato data. Mi viene incontro un grazioso pitbull con una bottiglietta d'acqua vuota in bocca: vorrà mica giocare? mi chiedo mentre senza fissarlo negli occhi indietreggio come se nulla fosse, constatando l'assoluta assenza di sbarre di ferro da, eventualmente, piantargli dentro il cranio in caso volesse attaccarmi.
Ma il cane non mi caga manco di striscio. Nemmeno i proprietari del locale, del resto. I due fan sopraggiunti nel frattempo decidono di andare a cibarsi dal bar dei cinesi non al primo al secondo semaforo a sinistra, io cerco invano un supermercato godendomi l'innata bellezza del quartiere San Siro, e preparandomi psicologicamente, date le premesse, a un concerto molto intimo, per meglio dire desolato.

Il mio accompagnatore ufficiale arriva tanto tardi che sono sul punto di fidanzarmi con uno degli spettatori lì riuniti.
Quest'allampanato poeta torinese l'ho conosciuto l'anno scorso sul f.d.c., nome "affettuoso" che gli utenti danno al forum del Mucchio - beh, affettuoso ma purtroppo veritiero, infatti mi ha stancato dopo pochi mesi. Ma lì ho avuto modo di conoscere alcune belle persone e molti interessanti artisti.

Tra questi ultimi, Woven Hand.
Questo è il nome del progetto da solista di David Eugene Edwards, già cantante e leader dei 16 Horsepower; gruppo meraviglioso per altro, che dall'alto della mia crassa ignoranza in campo musicale mi arrischio a definire alt.country.
(però se fate una ricerca google la prima cosa che trovate è "16 horsepower = 11.931,1979 watts", son cose)
La musica di Woven Hand è toccante e profonda. Cupa, penso la si possa definire, ma una cupezza delicata. E' sicuramente un'artista capace di coinvolgere, incantare, commuovere.
Mi aspettavo un concerto estremamente soft, del genere "emozione & noia".

Quando è salito sul palco, è stata immediatamente chiara una cosa: niente inutili menate. Due chitarre, basso, batteria e tastiera, niente violini arpe e cose del genere. David ha rivolto la parola al pubblico ben poche volte: era troppo concentrato, troppo immerso. Inizava le canzoni rallentandole fino all'angoscia, tramutandole quasi in spoken, per poi lasciare che la musica esplodesse attorno; altre erano rese concitate, isteriche. Vestito di nero, scarpe bianche di vernice, si muoveva a volte sinuoso a volte frenetico; alzava gli occhi al cielo, ruotava sul seggiolino da pianoforte, sostituiva la chitarra elettrica con un banjo e poi si fermava all'improvviso a ululare nel microfono strofe tramutate in sconosciute litanie magiche.

woven_hand_live_milan
(foto di 13 horsepower)


Ho passato tutto il concerto con gli occhi sbarrati, pressoché immobile. Non riuscivo a danzare, saltare, cantare, insomma le cose che si fanno normalmente durante i concerti: sentivo solo l'emozione crescere, crescere, e pensavo che un flusso così intenso di carisma rock e ieraticità l'avevo provato ben poche volte - anzi qui rischiava di spodestare l'epocale concerto di Nick Cave.
L'emozione è cresciuta al punto che, quando il santo è rientrato per il bis, sono scoppiata a piangere come una scema. Nervosismo, isteria, quello che volete, ma proprio non so in che altro modo avrei potuto sfogare quell'energia.

Nonostante la pessima qualità audio, questo video (probabilmente registrato dalla tipa accanto a me, coi ferri che le uscivano dal naso) può dare un'idea...

Devo ancora riprendermi.
postato da: laspostata alle ore 18/06/2007 21:25 | link | commenti (2)
categorie: visioni, ascolti
domenica, 17 giugno 2007

frequently asked questions

Sì ma se magari si smettesse di confondere lo storico quotidiano ligure
(il secolo decimonono)
con lo storico quotidiano di matrice fascista,
saremmo anche tutti più contenti, porca miseria.

update serale: l'articolo è stato corretto. ma rimango vigile!
postato da: laspostata alle ore 17/06/2007 12:59 | link | commenti
categorie: politicatravirgolette