Andare in bicicletta sotto la pioggia. Non lo facevo da... chissa', forse dal campeggio, che era un luogo pieno di infelicita' ma ricolmo di pedalate.
Ieri ho fatto un viaggio in treno tra i piu' nocivi della mia vita, e una volta in metropolitana sono completamente crollata. La desolazione, la bruttura di cio' che vedevo mi ha fatto sprofondare. Ha ragione l'amica che sostiene che bisogna portare l'arte nelle citta', che bisogna sostenere un diritto alla bellezza?
Ma chi se ne frega dell'arte, dico io, regaliamo cocaina piuttosto, o almeno del prozac.

Regalatemi un motivo. Uno buono intendo, un motivo che mi spinga a esclamare "eppero', che bel motivo, non posso proprio dire di no davanti a un motivo cosi' convincente". Io lo chiedo a tutti, ma nessuno comprende la domanda perche' quando non ne hai bisogno, di un motivo, non sai nemmeno che c'e'.
Un concetto difficile in una societa' che costruisce i bisogni travestendoli da diritti, che inventa i consumi travestendoli da bisogni. Finora l'hanno fatto solo le religioni, questa cosa di inventare il bisogno di un motivo; infatti non faccio altro che avvicinarmi a religioni a caso, ma aborro il mio stesso opportunismo, e poi sono troppo viziosa e caotica per convertirmi a qualsiasi cosa. E' un peccato, perche' sinceramente mi piacerebbe un casino convertirmi a una religione. L'Islam mi piace un sacco, mi sembra una roba da studiosi serissimi, roba che t'impegna per un bel po'; idem con l'ebraismo, ma c'e' quella storia di Israele, proprio non ci sto dentro; penso che mi daro' all'induismo. E' una roba complicatissima e ti tocca imparare il sanscrito che e' tipo la lingua piu' vicina al pre-Babele: sapete (ma probabilmente no, non lo sapete, perche' dovreste?) che ci sballo con queste cose.
Beh, magari mi vado a leggere qualcosa di zen, o piu' probabilmente a abbuffarmi di gelato.
Quanto sono lunghe le giornate: non passano mai, per quanto ci si distragga. Capita solo a me? Tutti dicono "ah questi mesi mi sono volati", "una giornata di ventiquattr'ore non mi basta per tutte le cose che voglio fare", mentre io devo impegnarmi per arrivare alla sera, che non arriva mai abbastanza in fretta, per quante cose ci metta in mezzo.
Ieri notte ho sognato che il mio ex-ex era diventato stabilmente, serenamente, normalmente gay. Non era cambiato nulla in lui, solo che aveva una relazione con un uomo, che se ricordo bene era un banale (scusate) commercialista di mezz'eta'. Mi sono sentita sollevata per la sua felicita', e, una volta ancora, colpevole di aver fatto, anche a lui, "sprecare tempo". Nel mio sogno appena s'era liberato di me (e dire che nella realta' sono io ad averlo lasciato), aveva finalmente trovato non solo l'amore, questo concetto idiota, ma piu' semplicemente il suo posto nel mondo.
Again, again I'm sorry for my unworthiness.
Ora, c'è' una cosa molto importante da dire di questo barcamp.
Che secondo me e' poi la cosa piu' importante, ma sul serio.
C'ERA LA FIGA.
Ora, sara' che giro sui blog solo da qualche tempo, ma su, diciamocelo, ammettetelo insieme a me, l'impressione che un po' tutti abbiamo dei bloggers (quindi di noi stessi) e' questa:

- e qui sto citando Kurai nel suo riuscitissimo intervento "Il messaggio è (anche) il mezzo. Influenza delle innovazioni tecnologiche sulle serie TV americane", che e' stato MOLTO piu' breve (e carino) di quanto faccia supporre il titolo, e mi ha convinto definitivamente a recuperare questo famoso 24 -
ma comunque: no, non sono cosi'. I bloggers sono NORMALI, e tra di loro ci sono pure delle BELLE FIGLIOLE. Ma belle eh, e manco se la tiravano. Stupore inconsulto. Pure i maschi erano nella media nazionale, anzi c'erano proprio dei begli omini. Si', ok, qualcuno che assomigliava ai lone gunmen c'era pure, lo ammetto, ma pochini davvero sul centinaio di tizi che ho visto.
Non dico nient'altro perche' le cose tecniche le lascio a chi ne sa e le cose tipo di relazioni sociali le lascio anche a chi ne sa. Solo pochi appunti:
GRAZIE a Roberto, che mi ha praticamente adottata e soprattutto mi ha detto una cosa bellissima che solo io so quanto ne avessi bisogno;
GRAZIE a Marina, che nel consegnarmi la sacca promozionale (e che sacca, parliamone) mi ha dato una veloce occhiata e mi ha chiesto: "Taglia ESSE va bene, no?" - sono cose che possono salvare la vita di una donna.
E un abbraccio a eìo, che ero pure un po' intimidita dall'idea di conoscere la blogstar e invece e' dolce e simpatico e ha un sacco di qualita' che non ti aspetteresti certo da uno di Cuneo. Per dire, leggendo eìo ho pensato "ma guarda che belli possono essere i blog, ora ne apro uno anch'io" per dire quanto per me sia stato emozionante l'incontro. (ok basta basta che poi sembra quasi che io abbia un cuore).
Pero', gente, quelli che hanno aggiornato il blog scrivendo un post sul barcamp MENTRE erano al barcamp, quelli no porca miseria, cioe' va bene nerd ma c'e' un limite davvero a tutto!
Sara' che da una settimana non funzionano i feed di parecchi blog (di splinder, ovviamente) per cui sono "rimasta indietro" nella lettura di giorni, prima di entrare in mode-astutacomeunavolpe on, e questo mi ha causato uno scompenso spazio-temporale; sara' che lavorare nel famoso ufficio ruba tempo prezioso al mio cazzeggio; sara' che sono semplicemente, e lo dico da tanto tempo ma si ostinano a non crederci, irrimediabilmente stupida,
ma lo ZenaCamp - a cui tanto tenevo, e che m'ero segnata nel mio calendario mentale da oltre due mesi - m'ha totalmente presa alla sprovvista. E ora? Per un caso fortuito sono a Genova, quindi potro' esserci, ma purtroppo solo di pomeriggio; non ho letto praticamente nulla a proposito e non sono nemmeno riuscita ad aggiungere il mio nome alla lista dei partecipanti (poi ci riprovo) (ma tanto e' tardi, mancano POCHE ORE).
Insomma.
Sull'esempio di gattostanco posso almeno scrivere che mi porterò:
una borsa un tempo chiara e piena di fiorellini lustrini e cose sceme, ora troppo sporca per essere identificata come tale, con dentro un biglietto dell'autobus, l'iPod con le puntate di Eclettica di tre settimane fa che porca miseria ha tipo raddoppiato le ore di trasmissione e ora rimango indietro pure con quella, il libro quello di Goffman che sto cercando di finirlo da un mese e non si puo' mica andare avanti cosi', niente macchina fotografica che' l'ho lasciata a Vergate sul Membro (e comunque odio fare le foto alla gente, io faccio le foto di cose strane, mica di faccioni contenti), molti fazzoletti di stoffa perche' sto guarendo dal raffreddore bronchiale ma mica tanto (quindi se da parecchie file dietro sentite una persona tossire come un fumatore di sigari novantenne tisico in punto di morte, beh sono io), bottiglietta d'acqua, sigarette e mentine per l'alito da sigarette, penne e qualcosa su cui prendere appunti perche' io ho l'animo della secchiona e adoro prendere appunti, gli occhiali altrimenti non ci vedo e anche con quelli e' tutto dire,
infine il mio avatar sulla pelle, ai presenti scoprire dove.
Ci sarò solo al pomeriggio purtroppo, perche' durante la mattinata saro' impegnata a fare commissioni e comprarmi vestiti primaverili e discinti che spero di poter mostrare agli avventori del barcamp (ma non faccio promesse).
Sogni d'oro ai genoani, ai genovesi e a quelli che, poverini, non lo sono.
C'e' stato un momento, lunedi', in cui ho pensato "Questo e' il piu' bel lavoro del mondo".
Gia' avevo fatto una cosa molto figa, cioe' avevo fatto dei lunghissimi conti con la calcolatrice, quella con lo SCONTRINO - emozione - insomma dovevo moltiplicare dei numeri a coppie e poi strappare lo scontrino ed evidenziare il risultato di quelle moltiplicazioni e sommare quei numeri e strappare lo scontrino e pinzarlo a un foglio. Questa cosa era durata un sacco, ed ero veramente stracontenta.
Ma poi mi ha detto "Guarda, se vuoi fare qualcos'altro..." e io "No no grazie, non proccuparti, mi diverto" e lui "Ehm, si', ecco, comunque c'e' da fare questa cosa, mi rendo conto che e' un lavoro un po' balordo pero' bisogna farlo"
e la cosa strana e' che la settimana scorsa avevo gia' sentito questa parola: "balordo", che, me l'aveva riferito una ragazza, aveva usato il matto - non so come si dica nell'era post-Basaglia - con cui sta facendo una sorta di laboratorio artistico (sticazzi), insomma lui aveva detto che quel giorno non c'aveva voglia perche' si sentiva un po' balordo, e quello era un termine che davvero non ricordo di aver mai sentito prima, da nessuno,
cosi' quando mi ha detto che c'era un lavoro balordo da fare mi sono subito attivata, e quando mi sono avvicinata alla scrivania, sede del lavoro balordo, ho visto una risma di carta (in triplice copia) di quelle in cui i fogli sono uniti uno dopo l'altro e hanno i bordini coi buchi (si dice "carta in modulo continuo").
Ecco: il lavoro balordo era dividere tutti i fogli, strappandoli lungo la linea tratteggiata in fondo, e poi togliere anche i bordini coi buchi.
Ero felice. Ma felice nel senso di entusiasta, estasiata, inondata di serotonina, beata, pacificata con il mondo.
Fatemi, vi prego, fatemi fare lavori meccanici, facili, ripetitivi e possibilmente legati al concetto di "mettere in ordine". Per favore.
E' evidente che non sono adatta. E' evidente che non ce la faccio. Fatemi entrare in un programma di inserimento lavorativo per deficienti: daro' il meglio di me, saro' utilissima e, anche se non lo saprete mai, probabilmente mi avrete salvato la vita.
La mia piu' bella canzone d'amore - Donatella Rettore
Usa la frusta con amore
e abbi cura di sapere
se qualcun altro l'ha gia' fatto
tanto non soffro se non di dolore
Usa il coltello da cucina
uno col manico di legno
e abbi cura di guardare
che sia tagliente come il freddo
che sia tagliente come il freddo
Perche' davanti agli occhi miei
ci sono solo i suoi
Perche' se un giorno tornera'
sul letto trovera'
lenzuola grandi e profumate
fiori di campo e di giardino
Col corpo gli diro'
in ogni istante
io ti amo
Usa la corda piu' robusta
poiche' il mio amore e' tanto forte
che non la spada e non la frusta
potran cambiarne mai la ragione
Usa il cervello e non il cuore
se vuoi davvero farmi male
e abbi cura di sapere
che lui non debba mai tornare
che lui non sappia del tuo amore
Perche' davanti agli occhi miei
ci sono solo i suoi
Perche' se un giorno tornera'
sul letto trovera'
lenzuola grandi e profumate
fiori di campo e di giardino
Col corpo gli diro'
in ogni istante
io ti amo
(faccio presente che questo testo su internet non esiste da NIUNA parte, e che ho sacrificato una parte considerevole della mia miserevole PAUSA PRANZO per trascriverlo - quindi siatemene tutti grati
domani scrivo un post vero, in questi giorni sono troppo impegnata a tossire)
E' davvero arduo scrivere qualcosa sul blog in questi giorni. Vorrei che questo spazio fosse spiritoso e arguto, vorrei che le persone dessero un'occhiata ai feed del mio sito con la speranza di leggere qualcosa che faccia sorridere, che dia un po' di calore a volte. Che e' poi il motivo per cui leggo quella quarantina di blog a cui sono abbonata: per l'incanto di quello che sa scrivere bene, di quella che mi fa ridere delle sue goffaggini quotidiane, di quello che mi narra di paesi che non vedro' mai e quell'altra che mi descrive libri che non leggero' mai, di quello che e' un talento satirico e di quell'altro che non e' nulla di speciale ma a cui sono affezionata, di quello che mi parla di politica e quella che mi parla di religione, eccetera eccetera.
Insomma non c'e' nessuno di cui voglio sapere i fattacci privati, le sconfitte, le paure e le delusioni, e per lo stesso motivo sono sicura che nessuno di coloro che passano piu' o meno stabilmente di qui vogliano lo stesso.
Pero' ci sono giorni in cui non riesci a pensare ad altro, e allora non scrivi nulla.
Ci sono poi giorni in cui capitano, in mezzo al mare di cose delle quali non vuoi scrivere nulla, robe buffe e carine, e allora ringrazi la sorte non solo per te ma anche, mamma mia, perche' avrai qualcosa di non morboso da scrivere sul tuo blog.
Ieri per esempio sono passata all'agenzia interinale X di Vergate sul Membro pensando "manimàn", che e' una cosa che se non la sapete gia' di vostro la potreste capire solo leggendo "La regina disadorna" di Maggiani, titolo che consiglio caldamente a tutti per cose mie. Cosi' ho portato con me un curriculum vitae et studiorum adeguatamente depurato da ogni cosa che potesse far pensare che io sappia fare cose che non so spiegare, e ho detto le cose che si dicono nelle agenzie interinali, e tutti gli under trenta in ascolto le conoscono benissimo quindi non sto qui a ripeterle.
Un'ora dopo avevo un lavoro. Di due settimane, certo, ma distante 15 minuti da dove dormo e... come dire? Normale. Un ufficio. Che so magari in cui fare fotocopie o smistare la posta, ok? Roba da film. Non distribuire giornali gratuiti all'entrata delle stazioni ne' tentare senza successo di stipulare contratti per compagnie di televisione satellitare o pregiate vinerie lombarde, ne' tantomeno cercare appartamenti in vendita da segnalare ad agenti immobiliari senza scrupoli.
Dieci giorni di un lavoro NORMALE.
E se per voi e' poco, non avete idea di cosa sia la mia vita.
Badly Drawn Boy - A journey from A to B
I measured the distance from Heaven to Hell
How will we do only time will tell
Oh when you stop worrying
What anyone says doesn't mean a thing
Just tell me you're feeling it
And you're not disbelieving it
I'll pay you in kind or silver and gold
I want to ignore all the stories untold
Make me an offer I cannot refuse
You know if I win then that means you lose
Just say you believe in it
That you're not, not feeling it
Dwelling on the memories
Is such a waste of energy
It's simple when you see it in front of you
On walls, in bedrooms
Hold you're head up higher
Don't tell me you're not strong enough
If your journey's over
I hope you feel that I am the one
Only time will tell
Just say you'll be loving me
For an eternity
Oh I feel tired of all of these games
Everywhere, everything is the same
Tell me you'll promise you might come with me
The start of a journey from A to B
I'll be happy to carry you
Even though I know I haven't got the strength to hold you
I need you more than ever before
If our journey's over
I hope that you will find someone who will love you more
Now not for the first time
What I want might not be mine
If you say you won't come along
Then I know I can't go it alone
Stavo pensando di inviare a PostSecret una cartolina con su scritto
LAVO LA CAFFETTIERA COL SAPONE PER PIATTI
ma temo che non la capirebbero.
Leather - Tori Amos
Look I'm standing naked before you; don't you want more than my sex?
I can scream as loud as your last one, but I can't claim innocence.
Oh, God, could it be the weather? Oh, God, why am I here?
If love isn't forever and it's not the weather, hand me my leather.
I could just pretend that you love me; the night would lose all sense of fear.
But why do I need you to love me, when you can't hold what I hold dear?
Oh God, could it be the weather? Oh God, why am I here?
If love isn't forever and it's not the weather, hand me my leather.
I almost ran over an angel, he had a nice big fat cigar.
"In a sense," he said, "You're alone here, so if you jump, you best jump far."
Oh, God, could it be the weather? Oh, God, why am I here?
If love isn't forever and it's not the weather, aha...
Oh, God, could it be the weather? Oh, God, it's all very clear.
If love isn't forever and it's not the weather, hand me my leather.
Non mento se scrivo che e' una settimana che *devo* scrivere questo post. Ma quando parlo di cose importanti come i libri vado completamente nel pallone, non me la sento e rimando.
Ho comprato questo romanzo perché l'ha scritto Davide L. Malesi che è quello di licenziamentodelpoeta.splinder.com: pazzesco, l'ultima cosa che pensavo mi potesse capitare in ambito libresco era di comprare - comprare! e vi ricordo che c'e' ancora da pagare una bolletta qui a destra - il libro di un blogger. L'ho fatto perche' ne avevo letto le prime pagine su schermo, perche' Davide mi è simpatico e scrive cose molto intelligenti, perche' gli esordienti vanno incoraggiati eccetera.
E mi sono ritrovata tra le mani un romanzo breve che mi ha deliziata. Totalmente deliziata. Perche' e' divertente, e' pieno di personaggi terrificanti e perfetti, di scene che ti rimangono - volente o nolente - impresse nella memoria come se le avessi vissute tu stessa, e' pieno di parole BELLISSIME (tipo "punta", non participio passato o sostantivo femminile alle fine di una freccia, ma declinazione femminile dell'aggettivo punto che significa "affatto", che voglio dire la penultima volta che l'ho letto era in "Piccole Donne" (l'ultima non me la ricordo), e' o no una figata memorabile?) ed e' scritto con uno stile tutto agitato e avvincente che
per esempio, tu magari sei salita sul treno senza la prenotazione (e manco il biglietto giusto) cosi' ti fai un viaggio di un'ora e mezza in piedi in mezzo a tantissima gente, ma il viaggio nemmeno te lo ricordi perche' stai leggendo "Veramente difficile ripetere il medesimo stratagemma" e un po' ridi un po' ti impressioni un po' dici "ma pensa, si' si' ha ragione e' proprio cosi'" un po' ti agiti perche' stai aspettando qualcosa che deve accadere e non vedi l'ora di arrivare all'ultima pagina
poi arrivi all'ultima pagina, ma non sul treno perche' non sono una di quelle che vogliono far vedere che leggono a razzo, almeno due ore e mezza ci vogliono per 90 pagine, su, non contatemi palle che poi me ne accorgo
arrivi all'ultima pagina e dici "ma pensa un po' 'sto stronzo", ma stronzo in tono ammirativo, come "birbone" ecco.
E poi lo vuoi far leggere a tutti e ne vuoi scrivere sul blog pero' un po' ti vergogni perche' pensi di non essere abbastanza brava per parlarne come si deve e rimandi per una settimana.
Ecco, ora ho scritto tutto il post su "Veramente difficile ripetere il medesimo stratagemma".
Era anche ora, dico.