Ieri pomeriggio, mentre mi stavo avviando verso un colloquio di lavoro abbigliata come una persona che avevo giurato non sarei mai diventata, mi sono improvvisamente chiesta
Ma cosa diavolo ci è capitato?
Ho visto e vedo le migliori menti (o almeno, le più simpatiche) della mia generazione trovare lavoro nella consulenza, nel fund raising, nelle ricerche di mercato, nella vendita di spazi pubblicitari e nel telemarketing.
Le ho viste passare dai C.S.I. ai Baustelle, dai Nirvana ai Clap Your Hands Say Yeah come se nulla fosse. Ma quel che e' peggio e' che le ho viste passare da piazza Alimonda a Scalfarotto.
Contente, pure.
Maledizione, eravamo promettenti, io me lo ricordo. Convinti di essere immuni dal materialismo e dalla disillusione - gli anni Ottanta ci avevano fatto schifo e i Novanta erano una rinascita di tutto, anche se stavamo semplicemente riciclando robe degli anni Settanta ma non ce n'accorgevamo e quindi andava bene cosi' e sempre meglio dei trentenni di allora, no? Nascevano settimanali e movimenti e internet e noi eravamo proprio li' in mezzo e avremmo fatto la differenza.
Ho continuato a pensare per anni che fossimo migliori di quelli prima (che ancora adesso sono intrappolati in una melassa di nostalgia per i cartoni animati il Carosello e ogni tanto pure i Negazione) e che fossimo anni luce avanti rispetto a quelli dopo (con l'emo-core le frangette gonfie le Suicide Girls e l'obbligo dell'artificiosita').
E invece non e' vero, ma per nulla.
Siamo riusciti a confondere No Logo con un testo di filosofia politica, abbiamo barattato il decostruzionismo con un qualsiasi Luther Blissett e la nostra Beat Generation è il noir milanese.
Il nostro Pasolini e' Valerio Evangelisti, il nostro Burgess e' Enrico Brizzi e la nostra Nico e' Isabella Santacroce (o Violetta Beauregarde, a scelta).
La nostra realizzazione personale, creativa, intellettuale, si condensa in un blog e in qualche cortometraggio in stop motion finto-naif-e-vero-incapace, quando va di lusso addirittura in Flash Player (again).
E cospargendoci di autocompiacimento ci siamo semplicemente dimenticati di fare tutte quelle cose che ci rendevano diversi, e ora siamo assolutamente uguali agli altri e
non stiamo
combinando
un cazzo
e vaffanculo.
Ecco ci sono due cose che proprio mi fanno venire voglia di prendere il computer e gettarlo dalla finestra.
La prima è Adobe Flash Player.
Lo so cos'è capitato, dolci piccoli indifesi titolari di imprese. All'improvviso avete avuto paura di essere obsoleti, avete avuto paura di venire cacciati a pedate dal tram dell'e-vending and e-compring su cui siete saliti gia' un poco incerti, e vi siete detti:
"Abbiamo bisogno di presentare ai potenziali clienti la nostra azienda con un sito che ne rispecchi la modernità, il dinamismo e la capacità di carpire l'avanguardia coniugandola con il rispetto dei valori tradizionali!"
così vi siete affidati a un'organizzazione di CONSULTING e IMPROVING YOUR MANAGEMENT che vi ha risposto:
"Ehi amico, ho la risposta per te: facciamo un sito pieno di animazioni dinamiche e moderne, un sito che catturi l'attenzione, un sito giovane, e facciamolo TUTTO in Flash Player!"
Beh, morite, voi e quegli altri. I vostri siti fanno vomitare. Sono lenti, impallano qualsiasi altro programma, mi richiedono tre volte al giorno degli aggiornamenti da Adobe, mi impediscono qualsiasi uso del tasto destro (anche solo "Apri in nuova scheda"), sono difficilissimi da consultare e, semplicemente, disobbediscono a ogni legge di simmetria, armonia, conservazione della materia ed estropia.
Spero che falliate e dobbiate elemosinare lavoro in un call center di telemarketing.
La seconda è Snap Preview Anywhere.
Questa aberrazione fa si' che, solo passando il cursore sopra un link, si apra una anteprima della pagina linkata. Con ovvio rallentamento della navigazione, finestrine che si aprono in ogni dove e ostacolo alla normale, piana, quieta LETTURA di cio' che avrei voluto leggere.
Ora, simpaticoni tecnologici alfabloggers di stocazzo, io non voglio vedere l'anteprima dei vostri flickr, non voglio vedere l'anteprima dei vostri bloggamici, non potete OBBLIGARMI a vederle, e'... anticostituzionale!
Da quando esiste internet esistono i link, ossia "se clicchi qui vai da un'altra parte, dove credo potrebbe interessarti", e inoltre "se vuoi capire cosa stai per cliccare guardi in basso a sinistra sulla barra di stato".
Non andava bene così? Non era abbastanza esplicito, non bastava a segnalarmi il vostro link il fatto che esso avesse un carattere diverso, fosse in grassetto, si autosottolineasse, trasformasse il cursore in manina? Avevate tanta paura che non fossi sufficientemente motivata ad ampliare le mie conoscenze?
Inoltre, cosi' come nota a margine, dato che la stragrande maggioranza di chi vi legge usa Firefox, se volessimo queste anteprime installeremmo un'estensione (recommendend, tra l'altro) chiamata Cooliris Previews. Se non lo facciamo, e' probabilmente perche' non ci piace. Fila come ragionamento?
Non e' che dell'indignazione io faccia esattamente uno stile di vita, anzi passo sopra a un sacco di cose - ma quelle poche che m'infastidiscono, m'infastidiscono TANTO. Non capisco per quale motivo, dopo la demonizzazione del pop-up che è stata abbracciata anche da Explorer, si debba implementare questa forma di "pop-up figo e bloggaro" che non fa altro che rendere ancora piu' insormontabile il digital divide. Ma questo a voi non interessa, siete troppo cool e troppo di sinistra per pensare a queste sciocchezzuole.
Beh io ho gia' tolto dai miei segnalibri tutti coloro che utilizzano questo strumento. Non e' boicottaggio, solo eliminazione di una fonte di fastidio. Ma fortunatamente io non conto nulla.
Non c'è molto da dire a proposito di INLAND EMPIRE, se non che è un'ignominiosa cazzata e che prego che registri il peggior insuccesso nelle sale di tutto il mondo.
Gia' avevo letto le piu' cattive recensioni, avevo letto gli estimatori di Lynch non riuscire a difendere questo film nemmeno sotto pena di morte, avevo letto commenti come "effetto PROVIAMO LA TELECAMERINA NUOVA", avevo letto questo bellissimo post di Violetta Bellocchio, ma purtroppo non sono riuscita a convincere i miei amici a non entrare in quella sala maledetta.
Fin da subito ho capito a cosa, piu' di tutto, assomiglia quest'accozzaglia di primissimi piani e sceneamuzzo:
alla parodia di Blair Witch Project di Paola Cortellesi.
Eoni fa, direttamente da YouTube, qui e qui.
Questo film puo' essere apprezzato solo da due categorie di spettatori:
a) i cinemari incalliti che sanno tutto e colgono le citazioni ed elucubrano, perche' loro sono sicura che troveranno qualcosa da capire in INLAND EMPIRE
b) gli stupidi senza scampo, quelli proprio tanardi forte, che non riescono a seguire manco la trama della telenovela, quelli che tanto sono abituati a non capire nulla di quanto li circonda e quindi si godranno la visione di INLAND EMPIRE come qualsiasi altra.
All'uscita dal cinema, il mio gruppo era ammutolito. Dopo qualche secondo, ho rotto il silenzio con una rotonda bestemmia e una serissima minaccia di morte al cinemaro che aveva osato dire "Non vedo l'ora di vederlo".
L'unico ad aver apprezzato lo spettacolo e' stato il tossicomane del gruppo, che ha spiegato "Cioe', questo non e' un film, capisci, e' un'esperienza, cioe' ti devi lasciare andare".
Che io ci avevo anche provato, a lasciarmi andare, ma la colonna sonora continuava a svegliarmi.
Ci ho riflettuto un bel po', e alla fine ho deciso che no, NON aderiro' alla giornata "M'illumino di meno".
L'ipocrisia di questa campagna mi avvilisce.
Io risparmio ogni giorno. E non solo perche' chiudo il rubinetto mentre mi lavo i denti, perche' ho la doccia al posto della vasca (e devo anche farla veloce o si esaurisce l'acqua calda), perche' odio i led accesi e gli elettrodomestici in standby (mi ossessiona il flebilissimo fischio che ne proviene).
Risparmio perche' non ho la radio, non lo la televisione e, soprattutto, non ho l'automobile.
E per questi non-possedimenti, sono sbeffeggiata se non aspramente rimproverata dagli stessi che tra un paio di giorni tutti contenti spegneranno per qualche ora il computer e proveranno il brivido di un viaggio sul tram.
Non ho la radio: ero un'ascoltatrice abituale di Radio2 e Rock FM, ma dove abito ora non si sentono. Un elettrodomestico in meno. Se sento il bisogno fisico di ascoltare un programma, c'è il podcasting (Eclettica su tutti). Fine.
Non ho la televisione. Non e' una scelta mia, ma mi adatto alla perfezione. Le dipendenze da telefim passano con una rapidità inimmaginabile. Se qualcosa m'interessa particolarmente comunque, so dove e come reperirla - ma, sinceramente, ho troppi fumetti, libri, film e... blog arretrati, per sentire veramente l'astinenza da Lost.
Non ho l'automobile ne' tantomeno la patente per guidarla. "Eh ma dovresti, non si sa mai cosa puo' accadere": appunto, non si sa, quindi a che pro? "Eh ma come fai a uscire?": esco, ma torno in tempo per prendere l'ultimo autobus, l'ultima metropolitana. "Ma se trovassi un lavoro in un'altra città?": lo rifiuterei.
Eccetera, eccetera, eccetera. La persecuzione contro la spostata spatentata è arrivata al punto da farmi mentire: "Ho un timpano lesionato, questo mi causa un instabile senso di equilibrio, non posso proprio guidare."
(il che secondo me è vero, cioe' il timpano e' in effetti lesionato e io ciondolo spesso e vado a sbattere contro le cose - ma non e' questo il punto)
Vivo una perenne discriminazione. A opera dello Stato, che mi ostacola l'esistenza quotidiana con l'incuria della rete ferroviaria, con gli orari monastici e l'affollamento umiliante dei trasporti urbani, con la follia di quelli interurbani. Che non mi aiuta a mettere pannelli solari, ne' finanzia l'acquisto di elettrodomestici classe AA (anzi, i piu' cari).
Ma anche una discriminazione a opera dei miei concittadini, fatta non solo di sberleffi ma soprattutto dell'abuso, da parte loro, di quegli stessi inquinanti che io ho rifiutato. Se - giusto per fare un esempio - fossimo di piu' a non possedere l'automobile, l'ente locale sarebbe costretto a migliorare i trasporti e io vivrei meglio. Invece io affronto difficoltà ogni giorno, e voi fate "M'illumino di meno".
Beh, sapete che dico? Io, il 16, ci starò attaccata tutto il giorno, al computer. E magari faccio il bucato.
E poi basta, che anche volendo, non posso inquinare piu' di cosi'.
Che poi quando esco, soprattutto quando esco e devo camminare da sola verso un posto - un locale, una fermata della metropolitana, un supermercato - mi vengono in mente tanti post che dentro la mia testa scrivo e rifinisco e gli faccio pure il controllo ortografico.
Poi quando arrivo davanti a un computer, mi passa la voglia. Mi sembrano già stantii, quei post, perche' alla fin fine io li ho gia' scritti.
Quindi per questa domenica mi limito a dare due link:
Civilizations Anonymous, la comunità di supporto per chi è caduto nel tunnel della dipendenza da videogiochicreatidaSidMaier
e un luogo interessante dalle parti della Galizia.
Non ce lo vorremo mica perdere, VERO? (via gattostanco)
28 aprile al Mentelocale, proprio in centro città dentro il Palazzo Ducale.
Io sarò quella con gli occhiali.
E inoltre: è nato un nuovo blog: TRUCCHETTI (!!)
grazie al quale spero di imparare cose che mi aiutino a stare al mondo - anche se io avrei bisogno di iniziare dalle basi, qualcosa come http://vitafordummies.splinder.com... ma nell'attesa che qualcuno lo apra per me, collezionerò un sacco di Magnifici trucchetti che fanno dire Wow!
Questo è un post che sento il dovere di scrivere ma un po' mi dispiace farlo.
Vorrei parlare di un libro.
(non parlo molto dei libri e dei fumetti che leggo, perche' non sento di averne le capacita' ne' di poter dire qualcosa di veramente nuovo o importante. mi sbottono di piu' sul cinema perche'... mah, forse perche' il giudizio "a caldo" mi sembra piu' accettabile, o perche' e' un media meno, molto meno importante per me di quanto non sia la parola scritta.)
Beh dicevo, un libro. Un libro che da anni ho nella mia lista mentale dei titoli-da-leggere; di cui mi hanno parlato entusiasticamente amiche e parenti, che trovavo molto spesso in libreria vicino a Jean-Claude Izzo e Christa Wolf, e a cui m'ero affezionata anche solo per quella vicinanza di copertine.
Se sei "di sinistra", se ti interessa l'America Latina, se sei di genere femminile, e' quasi insultante che tu non abbia letto La donna abitata di Gioconda Belli.
Infine mi e' stato regalato da due amiche, e io ne ero davvero felice. Mi sembrava un regalo "giusto", di quelli che si scelgono perche' si sa che faranno piacere, perche' sono in armonia con la personalita' di chi lo riceve.
Mi sembrava. Finche' non l'ho aperto. Ho letto alcuna pagine, in torpida attesa. Ho impiegato almeno una decina di pagine per accettarlo, anzi anche solo per permettermi di pensarlo.
Poi mi sono arresa.
Questo libro fa schifo. E' scritto male, verboso, legnoso, personaggi quasi caricaturali nella loro banalita', stile povero e involontariamente ridicolo in puro stile Harmony.
Non ci posso credere; ogni tanto in questi ultimi giorno l'ho ripreso in mano, per accertarmi che non mi stessi sbagliando. No no: fa proprio schifo, non c'e' possibilita' di errore.
Accetto' di ballare divertita. Parlava senza fermarsi, odiandosi perche' si sentiva tanto nervosa. Felipe la appoggio' sicuro al suo petto ampio, stringendola forte. Sentiva persino il vello nero e folto attraverso la camicia. Cominciarono a ondeggiare. La pelle dell'uno si confondeva con quella dell'altro. Le gambe di Lavinia aderivano ai pantaloni di Felipe. (pag. 38 - poi peggiora, giuro)
Ora, io posso lasciar correre il petto ampio, d'accordo? Ma il vello nero e folto no, proprio no.
Davvero, mi dispiace. Lo so che intorno a pagina 60 arrivano i sandinisti. Ma posso accettare di rimanere lì dentro ad aspettarli solo se la prima cosa che fanno una volta arrivati e' di puntare la mitragliatrice contro la protagonista. E non credo lo faranno.
Per il proprietario della vespa posteggiata sul marciapiede di via Casale con l'adesivo genoano che s'e' ritrovato un biglietto dell'ATM infilato nella cinghia del sedile (una cosa che non ho mai capito delle vespe e' la cinghia del sedile) con su scarabocchiato a penna "Nervi nel cuore":
una dei "due genovesi" sono io (ma lo scarabocchio NON e' mio, ci tengo a ribadirlo, anzi nemmeno l'iniziativa, che va bene il campanilismo ma siam tutti cittadini del mondo no?).
Comunque se vuoi ci si vede sui Navigli a cantare "Ma se ghe pensu", una di queste sere.
Cioe', io non so il genovese quindi tu canti, io faccio quella che si commuove. Fidati: mi commuovo pure se sento la sigla di Mimi' e le ragazze della pallavolo, quindi quella che si commuove la faccio benissimo.
Per lo scaccolatore folle che sabato a Milano Centrale e' salito sull'interregionale per Torino Porta Nuova delle 09.15, e portava con se' una copia (regalatagli probabilmente a Natale e ancora intonsa) di "Gomorra":
l'amarezza non sta nel fatto che abbiano sospeso il campionato e tu non possa vedere in azione la tua dannata squadra del cuore, gobbo. Sta nella gente morta e in quella senza un occhio e in tutto il resto insomma, TRANNE la tua fottuta partita.
Per quelli che ne sanno di informatica:
come faccio a installare una rete wi-fi dentro casa?
Per le poste:
maledetti, dove sono i libri che mi sono spedita due settimane fa?
Per il mio vicino:
togli quella cassapanca o ti uccido.
Avete pulito di recente la vostra tastiera?
No?
Beh, maledizione, fatelo. Adesso.
Ho passato quasi un'ora a estrarre da questa periferica hardware i resti umani ivi intrappolati - sarebbe bastato giusto un profumo di belladonna per trasformare l'innocuo strumento in una Terrificante Tastiera Indemoniata!
Del tipo che tu digiti, e lei ti mozzica la punta del polpastrello.
Poco cortese, invero.
L'igiene e' la nostra unica arma contro il dimonio!